Resonance of Emptiness – Samsara

Puntata 1: Conosci il dolore

In questa prima puntata a 3 voci ci siamo presentati raccontando velocemente i nostri cammini e ricerche spirituali e spiegando le nostre pratiche attuali: la tradizione New Kadampa per Raffa; il buddismo di Nichiren per Cri e lo scetticismo per Fredd.


Siamo quindi partiti dalla figura di Buddha Shakyamuni per parlare delle 4 Nobili Verita’ che sono l’insegnamento originario comune alle tante vie, tradizioni e lignaggi buddisti.


Abbiamo cominciato a parlare della prima Verita’: Conosci il dolore.
Nella tradizione New Kadampa il dolore e’ il Samsara, l’eterno ciclo delle rinascite contaminate. Contaminate significa che dentro hanno il veleno degli accecamenti che Cri ha chiamato ‘l’oscurita’ fondamentale’ e Fredd ‘la selva oscura’.

La meditazione su questo dolore rappresenta la porta d’accesso al cammino spirituale e quindi la contemplazione del dolore come malattia, vecchiaia e morte, e’ una pratica positiva che porta luce ed energia. Tuttavia guardare negli occhi questa realta’ e’ effettivamente spaventoso.

La registrazione della puntata puo’ essere trovata qui o ascoltata in podcast

Il podcast e i files della trasmissione

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e buon ascolto

Trasformatorio “In Absentia” numero zero

La radio incontra Emmanuele Lo Giudice, artista partecipante a Trasformatorio 2021. Emmanuele ci parla un po’ delle sue esperienze in radio, ci raccontiamo alcune cose su Cosio, sui suoi abitanti (si dira’ Cosiesi, Cosiini, o…) , e ci si chiede come fare a incontrarne qualcuno in questo nostro “spazio ibrido” radiofonico.

https://archive.org/embed/2021-04-18-11h-02m-54s

Alla fine con Emmanuele e Cristina si parla dei Cartelami di Cosio e si accenna ad altre cosette interessanti che per ora sono solo ipotesi……

La puntata di oggi

Alla prossima!

(this first edition was in italian)

Dead Beat

Mi ha dato il LA dipartita a 101 anni del poeta Ferlinghetti piu’ che la annosa polemica con Asbesto, cultore della generazione-battito. A me non ha mai scaldato piu’ di tanto il jukebox all’idrogeno (che e’ una raccolta di Allen Ginsberg). Indegnamente quindi provo a miscelare qualche testo da ubuweb, qualche suono dell’epoca, magari un po’ piu’ tardo, perche’ proprio non sono capace, registrazioni a casaccio dal telefono.
Alla fine il silenzio. Buon viaggio Lawrence. Io ho ancora molto da studiare

23:00 un’ ora alla ricerca della generazione del Beat con fredd…

Pilato incontra Carullo Minasi

Carullo-Minasi è una compagnia teatrale che durante il periodo natalizio è stata impegnata nel Delivery Theater. Profondamente convinti che il teatro (e l’arte in genere) sia un bene essenziale, il duo ha portato in giro per le strade di Messina e su richiesta una serie di opere tratte dal proprio repertorio. Un servizio ma anche una forma di protesta per dire che il teatro può e deve vivere anche in periodo di pandemia.

Pilato (aka Fabio) ha parlato con Cristiana Minasi.

La registrazione della puntata

Carullo-Minasi: l’ultima, piccola rivoluzione delle scene teatrali italiane.

Carullo-Minasi esordisce come compagnia teatrale nel 2011 con lo spettacolo “Due passi sono”, scritto, diretto e interpretato da Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi. Lo spettacolo vince numerosi premi e apre la Trilogia dedicata al tema del Limite, “limite inteso – scrivono sul proprio sito web – quale risorsa drammaturgico creativa per la definizione di qualsivoglia atto d’arte, nella sua natura prima d’atto politico-democratico”. 

La trilogia (di cui fanno parte anche gli spettacoli “T/Empio, critica della ragion giusta” e “Conferenza tragicheffimera, sui concetti ingannevoli dell’arte”) definisce un progetto di teatro itinerante presentato in anteprima per il Cartellone del Teatro Stabile di Messina nell’aprile 2014. I tre spettacoli dovevano essere rappresentati infatti in tre luoghi diversi: Teatro, Tribunale e Manicomio. 

In occasione del ritiro del Premio ANCT 2017 (Associazione Nazionale Critici di Teatro) la Compagnia Carullo-Minasi è stata definita “l’ultima, piccola rivoluzione delle scene teatrali italiane”.

Per saperne di più carullominasi.wordpress.com.

La foto originale è di Gianmarco Vetrano, mentre il brano utilizzato per sigla e stacchetto è Don’t You Think That I by J.Lang (c) copyright 2020 Licensed under a Creative Commons Attribution (3.0) license. http://dig.ccmixter.org/files/djlang59/62036 Ft: Mykleanthony

Non c’e’ futuro senza memoria

Simona Camisani ha intervistato l’architetto Alberico Barbiano di Belgiojoso figlio di Lodovico (1909 – 2004) dando l’avvio al primo di una serie di incontri relativi al progetto SURP – Sign Urban Reality Project.

Il progetto SURP è una passeggiata utopica-distopica nella città di Sesto San Giovanni nata dalla volontà di Simona Camisani (arteterapeuta – formatrice), con Giorgia Santambrogio (graphic designer) e Diego Repetto (architetto).

Sesto è metafora e fotografia del momento presente da un punto di vista economico, storico, culturale, ambientale, politico e sociale. Una città sospesa tra un passato rurale-produttivo-industriale e un futuro tutto in divenire da ri-costruire, un po’ come la pandemia sta imponendo a tutte le realtà.

Nello svelare le stratificazioni urbane possiamo trovare tracce per un futuro possibile e sostenibile.

L’intervista con l’architetto Alberico Barbiano di Belgiojoso approfondisce, attraverso la testimonianza di suo padre, i progetti dei memoriali dello studio internazionale di architettura BBPR e la propria esperienza professionale, il passato, il presente e il futuro di Sesto San Giovanni e del territorio milanese.

L’intervista che segue è intitolata NON C’È FUTURO SENZA MEMORIA, ispirandosi alla storica frase di Primo Levi, per celebrare il 27 gennaio Giorno della Memoria e ricordando l’architetto Ludovico Barbiano di Belgiojoso, deportato nei campi di concentramento di Fossoli, Bolzano, Mauthausen e Gusen, in quanto oppositore politico e sepolto, per sua volontà, con il fazzoletto dell’ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati.

Lodovico e Alberico Belgiojoso realizzarono nel 1998 il Monumento al deportato all’interno del Parco Nord di Milano, dedicato agli operai delle fabbriche dell’area industriale di Sesto San Giovanni, arrestati dai nazifascisti e deportati nei lager.

È da questa testimonianza che ha inizio l’intervista.

https://cloud.dyne.org/s/NQkcYXYwPgeSxR6 questo per scaricare il file della puntata!

sovrapposizioni a due voci

— Ah — dissi. — Ma… ehm… che cos’è successo a quello vecchio?
Lui scrollò le spalle con indifferenza. — Sfrattata, credo. Non pagava
l’affitto.
— Sfrattata? Era una donna? — Per un attimo avevo dimenticato che Ishmael non era il proprietario di se stesso.
Mi lanciò un’occhiata dubbiosa. — Credevo che lei conoscesse la signora.
— No, conoscevo il… conoscevo…
L’uomo rimase a fissarmi.
— Senta — ripetei, arrossendo. — Forse hanno lasciato un messaggio
per me.
— Qua dentro non c’è rimasto niente, a parte la puzza.
— Le dispiace se do un’occhiata?
Lui si voltò verso la porta e girò la chiave. — È meglio che ne parli con
la direzione, okay? Io ho da fare.

Daniel Quinn, Ishmael. 1992

Diciasettesima puntata

sovrapposizioni #1.16

Gli dèi sarebbero andati in giro a dire: «Coraggio, Uomo, non capisci che tu non sei niente senza questa conoscenza? Smetti- la di sprecare i nostri doni come fanno i leoni e le gazzelle. Forza, prendi questo frutto e all’istante capirai di essere nudo… nudo come i leoni e le gazzelle, nudo di fronte al mondo, privo di potere. Andiamo, prendi questo frutto e diventa come noi. E dopo, fortunata creatura, potrai lasciare il giardino e vivere del sudore della tua fronte, com’è destino per gli esseri umani.» E se l’avesse scritta un popolo con le vostre credenze culturali, questo evento non sarebbe mai stato chiamato la Caduta, ma l’Ascesa… o, per riallacciarmi alle tue stesse parole, la Liberazione. — Giustissimo… Ma ancora non mi è chiaro come questa storia si colleghi a tutto il resto. — Stiamo estendendo la tua comprensione del perché le cose sono andate così.

Daniel Quinn, Ishmael. 1992

Sedicesima puntata

sovrapposizioni #1.15

Gli altri annuirono e risposero: «Sì, questo è proprio il modo in cui avremmo ragionato anche noi prima di mangiare all’albero della conoscenza». «Di quale conoscenza si tratta?» chiese il dio, notando finalmente l’albero. «Assaggia i suoi frutti» gli fu risposto. «Dopo, saprai esattamente di quale conoscenza si tratta». Il dio li mangiò, e i suoi occhi si aprirono. «Sì, adesso capisco» esclamò. «Questa è davvero una conoscenza appropriata agli dèi: la conoscenza di chi deve vivere e chi deve morire.»

Daniel Quinn, Ishmael. 1992

Quindicesima puntata

sovrapposizioni

Daniel Quinn, Ishmael. 1992

— Credo che il mio problema sia un altro: la comunità della vita è come l’economia di mercato, giusto? Cioè, se prendi di più per te, allora ce ne sarà meno per qualcun altro… o per qualcos’altro. Non è così?
— Certo. Ma qual è il tuo scopo, nel prendere di più per te? Perché lo fai?
— Be’, perché è la base per avere un insediamento stabile: senza l’agri-coltura non sarebbe possibile.
— Sei sicuro che sia proprio questo, lo scopo?
— Quale potrebbe essere, altrimenti?
— Non potrebbe essere il desiderio di crescere fino a possedere il mondo, di coltivare ogni centimetro quadrato di terra e costringere tutti a diventare agricoltori? — No, certo. — E non ti rendi conto che i Prendi si sono comportati proprio così… e continuano a farlo? È lo scopo per cui è nato il vostro sistema agricolo: non per avere insediamenti stabili, ma per crescere. Per crescere senza limiti.

Tredicesima puntata

Di conseguenza, l’uomo non è stato creato per conquistare e governare il mondo. — Questo è un balzo eccessivo. Secondo la mitologia dei Prendi il mondo aveva bisogno di un dominatore perché gli dèi avevano fatto una gran confusione. Avevano creato una giungla, un caos di ruggiti, un’anarchia. Ma lo era davvero? — No. Era tutto molto ordinato. Sono stati i Prendi a introdurre il disordine nel mondo. — Era sufficiente, e lo è ancora, la regola dettata da quella legge. All’umanità non è richiesto di rimettere ordine nel mondo. — Giusto.

Quattordicesima puntata

The resonance of emptiness

Il Dharma come antidoto!

Incursione per la Maratona di Radio Antidoto del 21 Dicembre per il solstizio invernale, giornata esoterica dedicata a connettersi con l’universo, le stagioni e i tanti modi in cui gli esseri umani hanno investigato questa connessione, dentro e fuori.

La chiacchierata ha cominciato a inquadrare il tema del Tantra, pratica Buddista ‘antagonista’ e complementare al Sutra. Dopo un velocissimo excursus storico si e’ parlato di beatitudine e vacuità (emptiness), delle radici del Samsara, delle tipologie di tantra e delle sue fasi: di generazione e di completamento.

Da circa due secoli ormai la visione e pratica buddista ha ‘contaminato’ il pensiero occidentale aprendo scenari psicologici, filosofici e letterari decisamente liberatori ed interessanti. Anche le varie scuole della tradizione orientale nel frattempo si sono stabilite, moltiplicate e talvolta trasformate, spogliate della loro veste e gusto orientale per poter interessare un pubblico occidentale.

Quello che mi interessa investigare e’ la preziosa conoscenza, tramandata da maestro in discepolo per migliaia di anni, che ha il potere di trasformare le nostre esistenze. Tuttavia la ritualita’, i testi, i mantra, le regole non sono secondari mentre si procede sul cammino verso l’illuminazione, bisogna passarci attraverso, e’ importante capirne l’essenza, non rimanerci incastrati.

Questo e’ cio’ che ci guidera’ nelle prossime chiacchierate con praticanti di diverse tradizioni: new kadampa (la mia tradizione), soka gakkai, zen, rime’ movement, etc. Cercheremo di trovare insieme l’essenza delle 4 Nobili Verita’ trasmesse, a livello esperienziale e profodo, attraverso metodi diversi: similitudini, canti, rituali, visualizzazioni, etc. Soprattutto cercheremo di capire come e dove sono queste Verita’ nelle nostre vite e come pratiche tradizionali possano aiutarci od ostacolarci nel nostro personale cammino.

Resonance Of Emptiness number zero