Dal rosso al nero e ritorno (seconda parte)

Seconda parte, stessa luna. La pioggia si appiccica all’anima, suoni strani, discorsi. Questa notte e’ passato parecchio per la trasmissione, vomitato dal naso, nero gelato, a boccate intense. Voci. Qualcuna potreste anche riconoscerla. Dalla prossima puntata tentero’ di costruire una scaletta. A posteriori perche’ il flusso della trasmissione e’ fatto sul bordo dell’incoscienza, cercando cose li per li, improvvisando, tirando a indovinare.

I testi letti da me sono miei, gli altri non tutti. Ad un tratto Carmelo Bene che legge di Ulisse nella Divina Commedia, del picciol legno, dei compagni vecchi e arditi. Cosi’ si vive. Cosi’ sarebbe bello morire. Ardere per sempre in molti in una fiamma sola.

Il disegnino prima della trasmissione rappresenta un nemico perfetto, doppio, seduto a gambe incrociate, ignaro del corvo o del tucano che lo avvolge.

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