Costruzione di un silenzio

Ieri notte abbiamo provato a costruire un silenzio.

La vicenda e’ semplice. Con trasformatorio si prova sempre a trovare dei contesti in cui improvvisare.Ieri ho pensato di usare a questo proposito il software a cui sta’ lavorando August Black: Mezcal.

Questo software gira nel browser, creando una sorta di stanza sonora, in cui si puo’ entrare in vario modo e a vario titolo e tutt’uno ascoltare se stessi e gli altri, come se si fosse nello stesso posto. Per quello secondo me, come in poesia, mezcal e’ un programma per ritrovarsi in stanze.

Il tema della improvvisazione di ieri era “costruzione di un silenzio”. Un tema che spinge all’ascolto.

August ha lasciato aperto il microfono a casa sua, a Boulder, Colorado. E abbiamo cominciato ascoltando i suoni della sua stanza vuota, con alcune macchine in giardino che soffiavano via le foglie. Dopo un po’, mentre altre persone si collagavano, Kirsten da Anversa, Altri non so’ da dove e aggiungevano il loro silenzio a quello proposto da August, l’ascolto ha cominciato a assumere una dimensione extracorporea. Sentivo lontana la voce di august, nel suo pomeriggio, parlare in spagnolo in un altra stanza. Ho aggiunto alcuni rumori, un campione di suono di frigorifero, una pala sul soffitto che manda aria ma cigola… sentivo un respiro, forse Fabio? Forse Kirsten, che immaginavo al buoi in casa sua.

Senza saperlo nella stanza e’ entrata la famiglia di August, la compagna con la figlia, e ho cominciato a sentire leggere una favola, in primo piano i commenti della bimba. Noi ci avvicinavamo alla mezzanotte e quel silenzio popolato di eventi era strano, ovviamente diurno, come fosse registrato.

kirsten roosendaal ci dice:

K: I was trying to find out what was coming going out and coming in. I pushed a lot of buttons. No idea what it didAlso I don’t know how close my silence had to be to the microphone. But I liked it a lot

F: That was the idea, to throw you into something a bit misteriousK: Ok. I thought the dinostuff was not live. I didn’t think of time zones.

F: yea almost everything was live

K: Since it is called a mixer. I was looking what could be manipulated also. I listened to my sons voice brabbling and then I thought the reading to the kids was a reaction

Kirsten e Federico nella chat di telegram di IN ABSENTIA stamattina

Il prossimo incontro (stanotte, dopo cena, si chiamera’ “intorno al fuoco”. Esperimento ad ingresso libero

ENGLISH

We tried to build a silence last night.

The story is simple. With transformatorio you always try to find contexts in which to improvise. Yesterday I thought of using the software that August Black is working on: Mezcal. This software runs in the browser, creating a sort of sound room, in which you can enter in various ways and for various reasons and listen to yourself and others, as if you were in the same place.

For that in my opinion, as in poetry, mezcal is a program to find oneself in rooms. The theme of yesterday’s improvisation was “building a silence”. A theme that encourages listening.

August left the microphone open at his home in Boulder, Colorado. And we started by listening to the sounds of his empty room, with some machines in the garden blowing the leaves away. After a while, while other people connected, Kirsten from Antwerp, Others I don’t know from where and added their silence to that proposed by August, listening began to take on an out-of-body dimension. I could hear august’s voice in his afternoon speaking Spanish in another room. I added some noises, a refrigerator sound sample, a shovel on the ceiling that sends air but creaks…

I could hear a breath, maybe Fabio? Maybe Kirsten, who I pictured in the dark in his house. Without knowing it, August’s family entered the room, her partner with her daughter, and I began to hear a story read, with the child’s comments in the foreground. We were approaching midnight and that silence populated by events was strange, obviously diurnal, as it was recorded.

as Kirsten Roosendaal tells us:

K: I was trying to find out what was coming going out and coming in. I pushed a lot of buttons. No idea what it didAlso I don’t know how close my silence had to be to the microphone. But I liked it a lot

F: That was the idea, to throw you into something a bit misterious

K: Ok. I thought the dinostuff was not live. I didn’t think of time zones.

F: yea almost everything was live K: Since it is called a mixer. I was looking what could be manipulated also. I listened to my sons voice brabbling and then I thought the reading to the kids was a reaction

Kirsten and Federico in the IN ABSENTIA telegram chat this morning

The next meeting (tonight, after dinner, will be called “around the fire”. Experiment with free admission 😉

Radio Submarine

Ricevo e traduco il testo di Yara Mekaway, artista egiziana, panafricanista, che scrive dal Cairo. Mi parla di “Radio Submarine”, il suo progetto di ascolto musicale sull’africa. Yara miscela musiche da una nazione alla volta tutte le domeniche alle 21:00 su radio antidoto. Ma abbiamo cominciato ormai due anni fa, sempre dandogli il supporto tramite trasformatorio su radio.dyne.

Scrive Yara alla sua Africa:

Un continente ci unisce, culture diverse, innumerevoli razze e tribù, multi colori, diversità sociale, etnie, religioni e origini, la moltitudine sulla stessa terra. Questa è l’Africa, il continente che negli anni ha fatto della storia un’identità costante. Ha 54 stati pienamente riconosciuti, tra 1250 e 3000 lingue native, una civiltà che l’abita ininterrottamente a partire dai primi esseri umani.

Attraverso il tempo in cui la cultura africana si e’ cristallizzata, la musica ha parlato in nome dei popoli, la musica riflette l’unità della terra, la diversità delle genti; la musica si muove come l’aria, varca i confini come i pesci dei mari, è la musica africana che fa vedere l’Africa.

Accolta come artista, ho viaggiato in molti paesi; in Europa e in Africa, ho viaggiato con la mia musica come identita’: una ragazza musulmana africana egiziana che parla arabo e suona beat. Ogni volta che presento la mia musica entro in contatto con esperienze diverse e incontro persone di diversa estrazione, ognuna guarda l’Egitto da una diversa angolazione, quella posizione nel cuore del Medio Oriente, o quella storia della grande civiltà dei faraoni. Poche persone che ancora ricordano che l’Egitto si trova in Africa. Queste numerose classificazioni ideologiche mi hanno fatto pensare alla mia identità africana, alla diversità delle persone sulla stessa terra, alle diverse lingue che ballano sugli stessi ritmi.

La musica è ciò che ci ha uniti. La varietà delle melodie indica la diversità nelle società, la musica è la lingua dei popoli, puoi conoscere le comunità attraverso ciò che cantano. Questo mi ha spinto a tuffarmi nella musica africana, riavvicinamento con i miei vicini nella stessa zona, con lingue diverse e colori, ho sentito che la musica è il linguaggio unificato, puoi conoscere la sua gente studiando i toni dei loro tamburi.
Nel concetto di tuffarsi nella storia della musica africana, ho avviato nel 2017 il progetto (Radio SUBMARINE) che è una trasmissione radiofonica online che porta ogni settimana un’ora di musica dal vivo da ogni paese dell’Africa, questo progetto che mira ad archiviare l’Africa attraverso la musicologia sonora, esplorando le società africane con la loro musica, ascoltando diversi tipi di generi musicali e molte lingue, questo progetto si basa sulla musica africana che la tradizione suonava principalmente nei raduni in occasioni speciali della musica tradizionale dell’Africa, data la vastità di il continente, è storicamente antico, ricco e diversificato, con diverse regioni e nazioni dell’Africa che hanno molte tradizioni musicali distinte. La musica in Africa è molto importante quando si parla di religione. I canti e la musica sono usati nei rituali e nelle cerimonie religiose, per tramandare storie di generazione in generazione, nonché per cantare e ballare.
Radio SUBMARINE è una trasmissione online che mira ad archiviare l’Africa attraverso la musicologia sonora, esplorare le società africane con la loro musica, ascoltare diversi tipi di generi musicali e molte lingue, questo progetto si basa sulla musica africana che la tradizione ha suonato principalmente negli incontri in occasioni speciali del musica tradizionale dell’Africa, data la vastità del continente. Questo progetto si concentra sulla riproduzione di musica alternativa, musica elettronica, tracce di sound art e paesaggi sonori di diverse società per esplorare di più su ogni scena musicale in ogni città in Africa.

https://yaramekawei.wixsite.com/yaramekawei/radio-submarine

Yara Mekawei

Yara e’ anche su instagram https://www.instagram.com/yamekawei/

mentre le puntate di Radio Submarine potete trovarle anche su soundcloud

Danza Politica a Trevignano

Oggi pomeriggio ho incontrato e intervistato, a bordo lago la coreografa Gabriella Maiorino. Abbiamo parlato del workshop Danza e Politica che, nonostante tutto e tutti, sta’ organizzando per la fine di Luglio (dal 20 al 26) a Trevignano Romano, una localita’ bella e complicata a nord di Roma.

chiacchiera vicino all’acqua tra freddbomba e Gabriella Maiorino (a sinistra)

Il discorso e’ parzialmente interessato perche’ saro’ anche io tra i docenti del workshop, anche se e’ piu’ un atto di ricerca. Con Gabriella abbiamo cooperato anni fa in un bello spettacolo dal titol Supernova, messo in scena ad Amsterdam e che ricordiamo entrambi con piacere.

Una settimana di workshop su corpo, visione e azione con la coreografa Gabriella Maiorino, l’artista visivo e performer Gigi Piana, il filosofo ed artista multimediale Federico Bonelli.

e’ la dicitura dell evento fb che descrive il ws e per informazioni sul workshop leggete qui: https://www.facebook.com/events/746967432741960/

invece per sentire la chiacchierata basta sentire la registrazione…

Intervista a Gabriella

Io mi occupero’ dello spazio sonoro e della drammaturgia, e penso di coinvolgere in modo il piu’ sperimentale possibile anche la radio (come potete sentire nella chiacchiera con Gabri.

Guide invisibili

La radio e il suono come grimaldello per scardinare qualche barriera nella società, praticamente la radio come strumento di cambiamento sociale.

Passeggiate sonore di e con i nuovi cittadini: radio come strumento di cambiamento sociale.

Guide Invisibili è un progetto di storytelling audio curato da venti giovani migranti: una serie di audio guide che accompagnano il visitatore attraverso una Roma come non l’hanno mai immaginata.

Le Guide prendono spunto dalla visione sociale generalizzata, che vede il migrante come semplice ospite, e cerca di sostituirla con un’immagine più complessa e sfaccettata. Il migrante è un cittadino a pieno titolo detentore di tutti i diritti sociali e civili, e si fa narratore di luoghi e di situazioni.

Un percorso che accompagna il visitatore in una sorta di viaggio spazio-temporale, in quella realtà che fonde i luoghi geografici con l’esperienza del vissuto, le aspettative del passato e i pensieri del futuro.

Per parlare delle Guide Invisibili ho sentito Marco Stefanelli, un amico appassionato di radio, fermamente convinto che proprio la radio e il suono possano offrirci un grimaldello per provare a scardinare qualche barriera nella società, praticamente la radio come uno strumento di cambiamento sociale.

E se ascoltando l’intervista vi viene voglia di partecipare ad una delle passeggiate per le vie di Roma, mi raccomando, salutate Marco da parte mia e ditegli che l’avete ascoltato su Radio Antidoto. Per il calendario completo delle passeggiate e per tutte le informazioni per prenotarvi visitate la pagina di Guide Invisibili. E visto che ci siete, metteteci pure un bel ‘mi piace’. Sul canale Guide Invisibili su soundcloud potete ascoltare i trailers e molto altro.