Facebook down? Antidoto UP!

Noi non c’abbiamo i disservizi!

È una notte buia e tempestosa, ci sono le elezioni, il mare ruggisce forte, Facebook, Instagram e WhatsApp non funzionano. Ma a noi che ce ne frega? Noi siamo Radio Antidoto!

nei sogni cominciano le responsabilità

Alle 10:30, da Messina, in una stanza di forma quadrata è partita una nuova trasmissione.

Intorno alle 09:30, ci siamo scritti sul palinsesto, siamo andati in cucina, attraversando un corridoio abbastanza lungo, e ci siamo fatti la colazione. Qui, con la frutta, le fette biscottate e una crema spalmabile di una nota marca italiana, unico vizio che ci concediamo, abbiamo sfogliato il numero di Linus dedicato a Lou Reed.

Abbiamo letto del suo mentore Delmore Schwartz e della sua raccolta di racconti intitolata Nei sogni cominciano le responsabilità.

Titolo perfetto per iniziare Vi regalo un sogno.

Un sogno ha bisogno di idee e di azioni. Di modo da poterlo realizzare.

Il primo sogno di oggi è quello di Alessandra Rigano: un laboratorio di identità territoriale itinerante.

“Una carovanazza – scrive Alessandra – che dove si ferma ti domanda, ma tu chi sei? e ti aiuta a scoprirlo, come le cartomanti”.

Scriveteci i vostri sogni, verranno custoditi gelosamente.

bello sto vinyl fest

Domenica 27 settembre erano circa le 14.30 quando Vittorio scrive: «qua abbiamo finito, ti aspetto». O qualcosa del genere. Mi infilo sotto la doccia e penso che non metto piede al Retronouveau da prima della pandemia. Quindi un sacco di tempo.

È una bella domenica, tranne per il tempo. Il sole piano piano va via e lascia spazio ai nuvoloni ma non importa. In via Croce Rossa c’è già un bel movimento. Entriamo.

I vinili sono tutti pettinati e splendidi. Finalmente ci siamo. Inizia la prima edizione del Messina Vinyl Fest e Radio Antidoto c’è.

Non stiamo nella pelle ed entriamo in diretta un’ora in anticipo, perché quando sai di avere un microfono nello zaino non vedi l’ora di accenderlo e farti due chiacchiere.

Anticipo che non esiste traccia registrata di questa trasmissione perché l’emozione era troppa che abbiamo dimenticato di premere rec. Ma che importa, la diretta è quella che conta. (ihihih)

Gli ospiti si alternano ai nostri microfoni:

Francesco Bonaccorso organizzatore del Messina Vinyl Fest, che ci ha promesso – a Natale – un’altra edizione del mercatino del vinile.

Davide Patania, direttore artistico del Retronouveau, sorpreso di vedere molti giovani interessati a questi oggetti così preziosi. Oggetti che però devono essere suonati.

Emanuele Betto, proprietario del Discobolo di Messina e adesso (da 20 anni circa) traslocato a Roma. Qui ha creato il Roma Vinyl Village

Morgan e Arnaud, il primo messinese, il secondo francese. Insieme hanno creato un progetto dedicatato agli anni ’60.

Sirio Bizzi (in foto) della Vecchia Soffitta: un posto stupefacente in cui trovi tutti quello che stai cercando.

La diretta si consuma. Le due ore volano. Inizia a piovere. Torniamo a casa.

Siamo felici.

Dizionario musicale

Come suggerisce Pietro Leveratto nel suo “Con la musica – Note e storie per la vita quotidiana”, esistono musiche e situazioni che – se messe insieme – creano l’amtosfera giusta.

Così, ho scelto un paio di termini – i più aderenti all’attuale situazione di perplessità/incertezze/scazzi – da poter condividere insieme agli amici di Radio Antidoto.

Per ogni termine un suono, per ogni suono uno stato d’animo.

Agorafobia

Come spiega bene il Leveratto l’agorafobia è quel timore ossessivo che coglie nell’attraversare una piazza o un vasto luogo aperto. Per l’agorafobia il suono giusto sembra essere quello di Living Room. L’esperimento sonoro composto – nel 1940 – da John Cage è un quartetto per strumenti non specificati ma tutti reperibili a casa:

Avere le visioni

Se avete le visioni, tranquilli, va tutto bene. Immaginare cose o persone in tempi di crisi è normale quanto uscire di casa con una mascherina in faccia. Chissà cosa avrebbe detto di noi Hildegard Von Bigen, proclamata dottore della Chiesa. Lei che fu poetessa, medico, teologa, naturalista ma soprattutto visionaria. Il suo Ordo Virtutum è considerato il primo dramma musicale. Ovviamente, ci ascoltiamo Vision:

Baciarsi

La lettura di Leveratto è propria azzeccata al tempo. E poi dite che il destino non esiste. Ad ogni modo, quanto vi mancano delle labbra che premano con passione contro le vostre? Se la risposta è parecchio, mettete su A Kiss in the Dark, cantata nel 1923 da Amelita Galli-Gurci e scritta da Victor Herbert:

Claustrofobia

Se anche voi state per spaccarvi la testa a metà o soffrite intensamente gli spazi chiusi, ascoltate Alvin Lucier. No, non è un rimedio, è un fottuto viaggio nell’enfatizzazione della musica. Sto parlando di I am sitting in a room – del 1969 – uno dei suoi brani più celebri:

Un iceberg chiamato “Cenerentola”

Nella puntata di “C’era una volta la fiaba” avvenuta ieri sera, 28 Aprile, si è parlato della fiaba di Cenerentola, dalla sua nascita ai suoi significati e, sopratutto, alle caratteristiche che hanno portato a farla diventare da archetipo della fanciulla che ottiene il suo riscatto sociale, a stereotipo con cui riferirsi tanto ad una persona quanto ad una cosa.

Per via della quantità di simboli e informazioni nascosti nelle 345 versioni esistenti della fiaba, la si è voluta paragonare ad un iceberg, dove la punta è costituita dal racconto mentre il resto può essere raccolto in 3 parole chiave: Podomanzia, Crudeltà, Lapsus Grammaticali.

Podomanzia: la parola si lega alle sue origini, divise in due culture ed epoche storie ben diverse da loro, ovvero l’Antico Egitto e l’antica Cina Imperiale, ma entrambe legate all’arte della divinazione e lettura della pianta del piede. Da ciò si ritiene derivi la nascita dell’oggetto simbolo di questa fiaba, ovvero la scarpetta.

Crudeltà: nella fiaba di Cenerentola è una tematica importante, perché è quella che spinge la protagonista al suo cambiamento, al suo riscatto. Tuttavia è giusto sottolineare che non in tutte le versioni la crudeltà è legata unicamente alle figure della matrigna o delle sorellastre: la protagonista stessa, nella versione di Basile, non esita a compiere un omicidio pur di ottenere un po’ di felicità, cosa che però gli sarà negata dalla donna a cui aveva dato piena fiducia.

Lapsus Grammaticali: il cambiamento della scarpetta originale, in materiali quali stoffa o cuoio, in cristallo è legata ad un errore di traduzione e scrittura in francese della parola “pelliccia”, Vaire, fatta diventare “vetro”, Verre. Questo ha comportato un cambiamento enorme nella fiaba stessa, i cui significati e simboli sono stati ribaltati e, per certi versi, anche sminuiti a favore di una fruizione più “leggera”.

Se questa parole sono riuscite a darvi un po’ di curiosità, l’invito è di scaricarvi la puntata e sul sito https://tinyurl.com/radioantidoto

Se avete avuto modo di sentirvi la puntata e avete voglia di ascoltare la storia del libretto della Cenerentola, con le musiche composte, da Gioachino Rossini, potete andare al seguente link: https://www.spreaker.com/show/le-storie-allopera

Trenta giorni in quarantena in un batter d’onda

Anche questa domenica vi raccontiamo di Radio Antidoto, progetto radiofonico, nato – ormai un mese fa – da un’idea di Mosè Previti e Federico Bonelli, per condividere la reclusione – lontani ma uniti. Nel giro di pochissimo, la radio – rigorosamente in streaming – è entrata in moltissime stanze d’Europa e ha dato vita a un palinsesto omogeneo e “alternativo”.

Radio Antidoto non è una radio di flusso, non si passano i pezzi in heavy rotation e nemmeno spot pubblicitari. Questa radio ha più il sapore di una radio “pirata”, collettiva, orizzontale. Dove ognuno è capo di sé stesso e uno vale uno, come piace ripetere a Sensei Bonelli.

La cosa bella di Radio Antidoto è proprio non avere un format. Ogni speaker, infatti, riesce a trasmettere quello che prova durante la quarantena. Il lunedì può essere un giorno positivo, il venerdì possiamo ritrovarci aggrovigliati dentro i nostri pensieri, e trasmettiamo la nostra angoscia o stanchezza. Ma è questa – senza dubbio – la forza della radio. Essere veri ed essere capaci di mostrare anche le vulnerabilità.

I primi 30 giorni di Radio Antidoto

la mappa di radio antidoto

Lo scorso 10 aprile Radio Antidoto ha festeggiato i suoi primi 30 giorni di vita. Che trenta giorni meravigliosi, difficili, incerti! Che trenta giorni di scoperte e di riscoperte! Che trenta giorni di onde, di microfoni accesi, di musica a bomba, di confidenze, di amici nuovi e di un’energia che stende!

Trenta giorni di pianeti che si allineano, spiriti che si ritrovano e anime perdute che vengono accolte. Radio Antidoto è una barchetta sonora, non è solo un sottofondo mentre si fa altro, è una piazza, un ritrovo. Anche questa settimana ci sono stati nuovi arrivi e graditi ritorni; da Romeo ai fiori che suonano, dalle fiabe al reggeton.

Oh Romeo, Romeo

Romeo mentre trasmette su Radio Antidoto
Romeo

Su Radio Antidoto ha debuttato il giovanissimo Romeo e il suo Radioveller. Trasmissione totalmente in lingua inglese condotta con grande personalità e carisma. Romeo, che il prossimo 17 aprile compirà 17 anni, ha raccontato la sua passione per i video games e si sente che la sua mamma – Cristina, anche lei su Radio Antidoto – gli ha trasmesso il gene della radiofonia.

Insieme al tuffo di Romeo, finalmente ha deciso di buttarsi anche Cris, che ha fatto delle brevissime incursioni. Il canto del gallo o 5 minuti di musica.

Cri su Radio Antidoto
Cris

Le incursioni sono un vero toccasana, servono per non dimenticare che se c’è qualcosa che vuoi fare, la puoi fare. La devi fare. Quasi fosse un obbligo, ma a Radio Antidoto le costrizioni non piacciono, a Radio Antidoto piace l’anarchia organizzata, come piace ripetere a microfoni spiegati.

Anche questa settimana Fabio ci ha regalato un “delicatissimo” momento di radiofonia, ospitando in radio il musicista, sound designer e producer Enzo Cimino che ha regalato agli ascoltatori un vero e proprio viaggio sonoro. Ma è stata la settimana anche di Martina, che con la sua voce ci racconta le fiabe e della scatenata TnT Crew che fa scoppiare uragani a suon di reggaeton.

C’ho un’idea

assemblea di radio antidoto

Come cantanto gli Assalti Frontali in Enea Super Rap, anche a Radio Antidoto è venuta un’idea, che correva nell’etere già da un po’, in realtà. Spinti dalla voglia di agire, è stata fatta la prima assemblea radiofonica. Per la prima volta, quasi tutti gli speaker di Radio Antidoto, si sono incontrati e guardati negli occhi. Un’emozione bellissima. Perché in questo momento di arresti domiciliari forzati, tutto, anche un’assemblea su Zoom può diventare qualcosa di fantastico

Così, dopo l’assemblea – come una vera comunità – abbiamo messo in piedi il sito di Radio Antidoto. Uno spazio virtuale in cui – oltre ad ascoltare le trasmissioni – potrete leggere contenuti extra, sfogliare le foto e riascoltare i programmi che vi siete persi. Navighiamo a vista ma se remiamo tutti insieme è tutto più divertente.

(Articolo pubblicato su Normanno.com)

Jazz random, fagiani e future spose in quarantena

Radio Antidoto continua il suo viaggio, tra le onde del mare, il caffè turco con i Fagiani di Bruxelles e la voglia di fare un barbecue su un terrazzo di Amsterdam.

No, ancora non è stato trovato un vaccino per combattere il coronavirus, ma di certo in radio è stato trovato l’antidoto per combattere la noia, la paura, la malinconia e le incertezze.

Se nelle puntate precedenti, abbiamo paragonato Radio Antidoto a un barchetta – molto capiente – che raccoglieva anime sperdute da più parti del Mondo, questa domenica la similitudine si avvicina di più a un pianeta lontano, di quelli che ancora devono essere esplorati.

Un pianeta anarchico – come piace dire – ma organizzato, libero da qualsiasi pregiudizio e capace di creare legami anche a distanza.

Radio Antidoto – tra compleanni, jazz e rigenerazione

Francesco speaker di Radio Antidoto
Francesco recluso a Torino

Le trasmissioni di Radio Antidoto proseguono tutta la settimana, 24 ore su 24, perché c’è tanta voglia di tenersi compagnia, ascoltare e confrontarsi. Anche questa settimana è stata ricca di incontri che – seppur virtuali –  restituiscono voglia di condivisione.

Questa settimana, si è unito al gruppo Francesco, recluso a Torino che con il suo “Rigonia” racconta delle sue passioni e mette su dei gran dischi. Ha raccontato della sua futura sposa e del regalo di compleanno arrivato qualche giorno fa.

la caffettiera radio antidoto
Il Fagiano di Radio Antidoto, recluso a Bruxelles

Radio Antidoto è così. Nel giro di qualche giorno, anche ora o minuto – se è il caso, ti fa entrare nella vita degli altri. E immediatamente, questi altri, diventano parte della tua quotidianità.

Non si pensa che sia una guerra ma di certo, questo coronavirus è una bella gatta da pelare. Allora si condividono momenti di sconforto, di ansia o piccoli guai che, in una situazione di normalità, si risolverebbero nel giro di poco – come ritrovare un carica batterie, per esempio. Ma anche cose felici, come aver acquistato un Fagiano per il caffè turco o la voglia di accendere la brace per festeggiare la Pasquetta, reclusi ad Amsterdam.

Sul pianeta di Radio Antidoto si passa del jazz random che è una vera favola e si rimane con le orecchie attente anche quando non trasmette nessuno, solo per ascoltare le onde del mare che si infrangono sulla battigia di una spiaggia che possiamo solo immaginare, almeno per adesso.

Questa settimana si è parlato anche di rigenerazione urbana con la storia di Cri e del Farm Cultural Park ma anche con le esperienze di Federico con Trasformatorio. Insomma, sul pianeta di Radio Antidoto non si smette mai di pensare al futuro e a quello che si potrà fare una volta che finirà l’emergenza.

Finirà e sarà bellissimo

terrazza radio antidoto
La terrazza di Amsterdam per il barbecue

La reclusione finirà, in teoria il 13 aprile, anche se su Radio Antidoto non ne siamo così certi.

Il ritorno alla normalità è ancora lontano. Sappiamo però che una volta finita la clausura, ci incontreremo e festeggeremo a suon di focaccia, musica e abbracci. E sarà bellissimo.

(articolo pubblicato su normanno.com)

Il tunnel

Radio Antidoto continua le sue trasmissioni – nate durante l’ufficializzazione, da parte dell’Oms, della pandemia – per condividere storie e avventure da reclusione.

Il palinsesto della radio – un po’ come questo isolamento obbligato – sta allargando i suoi spazi e dilatando il suo tempo, arrivando a trasmettere 12 ore di fila, tra un’incursione di Asbesto e un tuffo nel mare.

Anche questa settimana è trascorsa su Radio Antidoto, tra viaggi sonori, concertini e racconti condivisi.

Il palinsesto di Radio Antidoto si allarga

Enrica trasmette su Radio Antidoto
Enrica trasmette da Bologna

La programmazione di Radio Antidoto – radio in streaming che ci piace definire “pirata” per la sua libertà d’espressione e per la possibilità che dà a tutti di mettersi alla prova con un microfono – si allarga.

Infatti, insieme a Raffa, Fabio, Giulia, Mosè, Vittorio, Asbesto, Fredd, Cristina, Celeste, Alessandra si aggiungono anche: Costanza da Messina ed Enrica da Bologna. Costanza è un medico e non si era mai trovata davanti a un microfono, almeno prima del coronavirus. Adesso trasmette emozioni vibranti e parla di empatia. Enrica, invece, trasmette da Bologna e ad aprile dovrà finire il suo stage da ManiTese e poi, al momento, è tutto un’incognita.

Radio Antidoto è un po’ come una barchetta, quasi mitologica, che raccoglie anime sperdute e confuse, le mette insieme, le mischia e realizza delle pozioni magiche molto divertenti.

La settimana su Radio Antidoto

Costanza trasmette da Messina
Costanza trasmette da Messina

Le settimane su Radio Antidoto sono tutte diverse e interessanti, ogni giorno scopri una cosa nuova. Ad esempio; VacuaMoenia, progetto siciliano di soundescape che Fabio ci ha raccontato recluso da Lucerna, ma anche la sezione aurea e gli intrecci tra la matematica e l’arte. Abbiamo anche ascoltato un concerto in diretta da Bruxelles e parlato di un esperimento di libertà temporale con l’artista Re.

Poi, come se non bastasse questa voglia costante di parlarsi a distanza, abbiamo iniziato a scrivere un racconto condiviso. Un racconto a più mani con personaggi tutti diversi e tutti fantastici. Al momento stiamo scavando un tunnel per incontrarci, di nuovo. Riusciranno i nostri eroi a vedere la luce?

Un tuffo nel mare

Quando non abbiamo voglia di parlare, ci tuffiamo tra le onde di Radio Antidoto che ci ricordano che tra poco saremo di nuovo in spiaggia. Perché alla fine, vinceremo noi.

(articolo pubblicato su normanno.com)

L’esercito dei calzini gialli in quarantena

Radio Antidoto è partita in tempi non sospetti – prima che il coronavirus appestasse la routine e la frenesia delle nostre vite, prima che venisse ufficializzata la pandemia dall’Oms. Molte voci, tutte recluse in case sparse in giro per l’Europa, che raccontano le giornate all’apparenza tutte uguali e in realtà tutte diverse.

Radio Antidoto – nata da un’idea di Mosè Previti e sposata da Federico Bonelli – sta trasmettendo le vite degli altri, sta passando dischi, sta leggendo poesie e libri, sta mettendo in connessione sconosciuti di tutto il Mondo.

Affrontare la reclusione in compagnia di Radio Antidoto è più facile. È diventato un appuntamento fisso, una di quelle (nuove) abitudini che scandiscono il tempo della quarantena. Una consolazione a suon di chiacchiere e incontri, solo virtuali al momento.

La settimana di Radio Antidoto

silvia in quarantena a parigi
Silvia ascolta Radio Antidoto da Parigi

Il palinsesto di Radio Antidoto è un palinsesto eterogeneo, ed è anche questo a renderla stupefacente. Quante vite possiamo vivere ascoltando solo una radio? La settimana (da domenica a domenica) è trascorsa con le disavventure di Giulia che vive a Bruxelles e che al mercato ha fatto cadere l’olio e tutti ci siamo precipitati a suggerire dei rimedi “anti-sfiga”, ma anche con Cristina che da Cagliari racconta di non avere senso dell’orientamento e svela i suoi sogni.

E poi c’è Silvia da Parigi che da un paio di giorni lavora da casa e i suoi responsabili non le danno tregua, nonostante il momento di crisi. C’è anche Fabio, che da Lucerna ci parla delle serie tv da vedere, per smaltire la noia, e di come è strano ma bello festeggiare i compleanni a casa, giocando a racchettoni, magari.

Vittorio trasmette su Radio Antidoto alle 15
Vittorio trasmette da Messina

Poi ci sono Vittorio e Asbesto, con loro che è come andare sulle montagne russe. E, infine, Fredd e Celeste ci mettono a letto raccontandoci le storie e la musica che hanno letto e ascoltato e ci chiedono di ricordare come sono gli abbracci.

«Gli abbracci sono come le caramelle gommose, una volta che ne assaggi una le vorresti mangiare tutte. Rimangono incollate ai denti e staccarle diventa difficile. Così sono gli abbracci». Mi dico. Che sciocchezze.

Tutto cambierà

Durante le trasmissioni di Radio Antidoto ci diciamo cosa faremo una volta che finirà questo incredibile periodo storico che stiamo vivendo, sicuramente faremo festa.

Ci incontremo davvero, faremo un raduno in spiaggia e ci abbracceremo, ma qualcosa – ci diciamo sull’etere – cambierà. Il nostro atteggiamento spavaldo nei confronti della natura dovrà assolutamente essere diverso, ci dovremmo impegnare a essere più gentili ed equilibrati.

Le onde

Giulia trasmette su Radio Antidoto alle 11
Giulia trasmette da Bruxelles

Per chi è abituato ad osservare il mare come chi vive su un’Isola – come noi messinesi, è un po’ una sofferenza starci lontano. E allora sapete qual è l’antidoto? Sintonizzarsi su Radio Antidoto perché quando dormono tutti, arrivano le onde del mare che si stagliano sull’etere.

La programmazione di Radio Antidoto

Per ascoltare i programmi di Radio Antidoto basta andare su: http://radio.dyne.org/trasformatorio.mp3

Se avete voglia di trasmettere e/o interagire con Radio Antidoto, invece, basta andare su: http://tiny.cc/RadioAntidoto-ascoltatori.

(articolo pubblicato su normanno.com)

La prima settimana di Radio Antidoto

Da oggi e fino a quando non sarà finita la reclusione, vi parleremo di Radio Antidoto. Ogni domenica (speriamo davvero siano poche) vi racconteremo quello che succede nell’etere, fuori dalle vostre case.

Radio Antidoto non è altro che un progetto di trasmissione radiofonica condivisa da più parti del mondo. C’è chi trasmette da Latina, chi da Amsterdam, chi da Bruxelles e chi da Messina.

Una programmazione in divenire per tentare di fare compagnia agli altri prigionieri, distrarre i pensieri e riderci su. Perché c’è sempre rimedio a tutto, anche al Coronavirus o come lo chiamiamo qui al vairus.

Connettiti

Succede, che in un momento di astinenza dalla vita sociale (quella vera, fatta di incontri e abbracci, per intenderci) che affolla la nostra routine – quasi avendo la meglio su tutto, tutti sentano la necessità di rimanere connessi.

Succede che oggi è uguale a qualsiasi altro giorno della settimana, c’è il sole ma non si esce. Succede che oggi ci si becca su Facebook o su Skype per bere una birra insieme o anche solo per rivedersi, da lontano. Magari per paura di dimenticare gli sguardi, i sorrisi, le voci amiche.

Succede che adesso, privati della nostra libertà, sentiamo di dover essere vicino a qualcosa o a qualcuno. Per avere meno paura, per creare nuove abitudini anche in una situazione contingente come quella che stiamo vivendo.

Oggi, come ieri, restiamo a casa

Siamo fortunati ad essere coloro i quali hanno scoperto finalmente la magia dei social, degli smartphone e di tutto quello che permette di eliminare le distanze?

Beh, probabilmente oggi – ai tempi del Coronavirus – siamo fortunati. Oggi, che è uguale a qualsiasi altro giorno della settimana. Oggi che il sole invita a mettere la giacca e uscire, oggi che come ieri restiamo a casa, siamo fortunati.

Sì siamo fortunati. Abbiamo qualche vantaggio in più rispetto a quelli che vivevano nel 1916 o nel 1944, perché basta davvero poco per rimanere uniti, anche a distanza. Frase che sembra essere diventato un mantra, una preghiera da dire nel cuore della notte quando il silenzio sembra farsi più feroce.

Una radio al giorno leva il medico di torno

C’è un mezzo di comunicazione che si rifà al mantra di cui sopra. Che permette di rimanere vicini anche se lontani. La radio. Fra tutte, adesso: Radio Antitodo. Progetto nato un paio di giorni fa, mentre il Premier Conte dichiarava la quarantena in tutta Italia, mentre l’Oms dichiarava la pandemia.

Un paio di ragazzi – reclusi di tutta Europa, capitanati da Federico Bonelli – trasmettono, ogni giorno da quando questa nuova avventura fantascientifica si è impossessata del nostre vite.

Una radio “anti-social” che ascolta davvero tutti. Una radio per riempire o svuotare la mente (dipende dal vostro stato d’animo), conoscersi, parlare delle ansie che ci pervadono in queste ore buie, che hanno il sapore di una prigionia. Una radio che unisce, sostiene, che ti fa ridere e che ragiona. Una radio che riflette sul nostro tempo, su quello che sta succedendo, partendo proprio dalle percezioni degli speaker. Anche perché possiamo usare solo le nostre personali osservazioni.

Radio Antidoto

Radio Antidoto va in onda su: http://radio.dyne.org/trasformatorio.mp3 ed è fatta da ragazzi che hanno voglia di chiacchierare. Raccontarsi l’ultimo concerto prima della quarantena o dell’ultimo piatto mangiato a casa dalla mamma. Alcuni vivono all’estero ma sono italiani e in questo momento – in questo marzo venefico – vorrebbero solo essere a casa.

Ci si sveglia insieme, si fa yoga con Raffa, si ascoltano i dischi di Celeste e di Giulia, le storie dei traslochi di Cristina e le parole di Mosè per alzare l’umore. Insomma si fa come si faceva una volta con la radio, si sta tutti insieme per non perdere il filo.

(articolo pubblicato su normanno.com)