Pilato incontra Federico Rasetti

Pilato incontra Federico Rasetti direttore di Keepon per parlare di Ultimo Concerto?

Lo scorso 27 febbraio oltre 100 live club italiani hanno trasmesso il loro “Ultimo concerto”. In realtà non si trattava di una vera e propria esibizione musicale ma di una serie di video che ha raccontato l’assenza di musica suonata in questo periodo di restrizioni.

L’evento ha suscitato ammirazione e polemica. Ne abbiamo parlato insieme a Federico Rasetti direttore di Keepon Live, per sapere come è nata questa iniziativa, gli effetti che ha generato e soprattutto come proseguirà.

Per saperne di più https://www.radioantidoto.org/pilato-incontra-federico-rasetti/

Problemi di comunicazione

PROBLEMI DI COMUNICAZIONE..e non solo!

GioGio e Dj Morgan si cimentano in una incursione che vuole capirci meglio sui problemi di comunciazione..incursionando con ospiti e bella musica..esprimono comunicando le perplessità nate da esperienza giornaliere di problemi di comunicazione..

puoi ascoltare? Sai ascoltare?

Ascolta la puntata per intero sul nostro archivio pubblico sulla cartella TNT Tabù 😌

Incontri MULTIPLI…. conosciamo Mikulski_

Continua l’esplorazione dell’INDIE SPACE di nuovi artisti e performers attraverso la connessione multi – piattaforma che porta sulle onde di RADIO ANTIDOTO molte realtà che incontriamo in LIVE session sulla piattaforma Twitch.
Stavolta si tratta di Mikulski_, un performer russo, una One Bass Man Band come titola le sue performances, che suona il basso su delle basi costruite progressivamente sulla sua loop station in un intreccio di sonorità e interagendo anche molto con gli ascoltatori.

Tra questi anche io che gli parlo di Radio Antidoto.

Così giorno 27 abbiamo ospitato Mikulski in contemporanea sulla nostra radio e vi presentiamo un brevissimo estratto invitandovi ad incontrarlo anche sul suo canale su Twitch:

Dalla tarantella al punk: la tradizione secondo Chiara Scarpone

Antropologia, musica, illustrazione, simbolo, racconto, generazioni, storia, paura, esistenza, risposte, invenzioni.

Chiara Scarpone è una illustratrice e performer musicale. Mossa da un’insaziabile curiosità e dall’amore per l’antropologia, Chiara raccoglie storie, racconti, usanze, stornelli e le reinterpreta secondo il proprio personalissimo stile, con uno sguardo appassionato al passato e una mano prudentemente salda sul presente. Vive a Toulouse ma è stata in tanti posti, ha conosciuto tante persone da cui ha imparato quanto più ha potuto, facendo loro tante domande – e fissandole forse un po’ troppo…

Con lei parliamo di folklore, di mitologia e di simbolismo, nel tentativo di varcare la soglia dell’ordinario per scoprire cosa raccontano i personaggi della tradizione riguardo allo straordinario.

Di seguito è possibile ascoltare l’audio integrale della puntata.

Rigonia #24 – Intervista a Chiara Scarpone

Il blues del trottulele

Cos’è e come si costruisce un trottulele? Ce lo spiega Andrea Trotta, inventore dello strumento. E una volta che l’hai costruito? Dove lo suoni? Ce lo spiega sempre Andrea Trotta. E che cosa ci suoni? Andrea Trotta.

Andrea Trotta è un maestro di arte in una scuola per l’infanzia a Berlino, ma è anche un pittore, un falegname, e per un certo periodo è stato il signor Delamarne. Una volta era anche termolese e senz’altro è ancora tutte queste cose. Scopriremo però, tra una chiacchiera e l’altra, mentre ci facciamo spiegare cosa è un trottulele, come è nato e come si costruisce, che in realtà nella vita di Andrea le etichette hanno cominciato a perdere consistenza. Essere e non essere artisti, essere o non essere artigiani, essere o non essere termolesi, marsigliesi, berlinesi: il vero senso sta nell’essere nel mondo nel momento attuale con tutte le etichette che abbiamo addosso e anche il loro contrario.

Di seguito è possibile ascoltare l’audio integrale della puntata.

Rigonia #23 – Cos’è e come si costruisce un trottulele

Creare è dare sé stessi

Nella decima puntata di Rigonia, trasmettiamo un messaggio al nostro passato, uno spunto di consapevolezza.

Qual è la prima cosa da fare, di fronte a un’azione? Spogliarla dei suoi significati. Creare non corrisponde a quello che si ottiene alla fine, così come viaggiare non corrisponde semplicemente alla meta che si raggiunge. Il processo è l’oggetto, il processo sta sopra ogni cosa. Allo stesso modo, cosa importa se un albero cade in un foresta, e nessuno lo sente? Cosa vuol dire? Che forse gli alberi non devono più cadere, che se un albero cade dev’esserci per forza un pubblico?

Creare vuol dire operare un atto di creazione, viaggiare lungo il sentiero che dal pensiero arriva l’oggetto – e poi ancora oltre, come la trasmissione radiofonica nasce nella mente del suo autore ma si nutre dei contributi dei suoi ascoltatori. Così, allo stesso modo, la decima puntata trasmessa dal pianeta Rigonia ecco cosa riceve, nello scambio, nel momento in cui ha accettato di accendere le sue antenne nonostante tutto, nonostante anche la possibilità di non essere captata: il contributo di una comunità che vive delle voci della sua radio e che gioca a creare significati gli uni con gli altri.

Da principio, però, c’è sempre la volontà di lasciarsi andare, come l’albero che cade. Forse nessuno sentirà il rumore che farai quando sarai caduto – e tuttavia, se non ti lascerai andare, non potrai saperlo. Creare è lasciarsi andare, aprirsi, mettersi in gioco. Chissà: magari poi alla fine l’albero, anche se si lascia andare, non cade. Magari trova qualcuno, lì, che è pronto a sorreggerlo.

Tutti in coro

Oggi durante #iotrasmettodaletto, Federica Bonomo – componente del coro di Progetto Suono – Centro Sperimentale di Didattica e Divulgazione musicale di Messina, ci ha raccontato dell’idea che hanno avuto lei, gli altri membri del coro e la Maestra Agnese Carrubba per combattere la noia da reclusione e continuare a cantare.

Così, hanno deciso di realizzare una cover di un pezzo di Brunori Sas. Facile! – direte voi, ma chi sta in un coro sa quanto possa essere complesso cantare a distanza. Il risultato però è stato eccellente (meglio della canzone originale).

La rivisitazione di “Al di là dell’Amore” ha regalato – a tutti gli ascoltatori di Radio Antidoto – un lampo di colore in questo cielo un po’ grigio.

Grazie ragazzi, siete mega top!

Riascolta l’intervista a Federica Bonomo:

Ascolta la versione di “Al di là dell’amore” di Progetto Suono:

Jazz random, fagiani e future spose in quarantena

Radio Antidoto continua il suo viaggio, tra le onde del mare, il caffè turco con i Fagiani di Bruxelles e la voglia di fare un barbecue su un terrazzo di Amsterdam.

No, ancora non è stato trovato un vaccino per combattere il coronavirus, ma di certo in radio è stato trovato l’antidoto per combattere la noia, la paura, la malinconia e le incertezze.

Se nelle puntate precedenti, abbiamo paragonato Radio Antidoto a un barchetta – molto capiente – che raccoglieva anime sperdute da più parti del Mondo, questa domenica la similitudine si avvicina di più a un pianeta lontano, di quelli che ancora devono essere esplorati.

Un pianeta anarchico – come piace dire – ma organizzato, libero da qualsiasi pregiudizio e capace di creare legami anche a distanza.

Radio Antidoto – tra compleanni, jazz e rigenerazione

Francesco speaker di Radio Antidoto
Francesco recluso a Torino

Le trasmissioni di Radio Antidoto proseguono tutta la settimana, 24 ore su 24, perché c’è tanta voglia di tenersi compagnia, ascoltare e confrontarsi. Anche questa settimana è stata ricca di incontri che – seppur virtuali –  restituiscono voglia di condivisione.

Questa settimana, si è unito al gruppo Francesco, recluso a Torino che con il suo “Rigonia” racconta delle sue passioni e mette su dei gran dischi. Ha raccontato della sua futura sposa e del regalo di compleanno arrivato qualche giorno fa.

la caffettiera radio antidoto
Il Fagiano di Radio Antidoto, recluso a Bruxelles

Radio Antidoto è così. Nel giro di qualche giorno, anche ora o minuto – se è il caso, ti fa entrare nella vita degli altri. E immediatamente, questi altri, diventano parte della tua quotidianità.

Non si pensa che sia una guerra ma di certo, questo coronavirus è una bella gatta da pelare. Allora si condividono momenti di sconforto, di ansia o piccoli guai che, in una situazione di normalità, si risolverebbero nel giro di poco – come ritrovare un carica batterie, per esempio. Ma anche cose felici, come aver acquistato un Fagiano per il caffè turco o la voglia di accendere la brace per festeggiare la Pasquetta, reclusi ad Amsterdam.

Sul pianeta di Radio Antidoto si passa del jazz random che è una vera favola e si rimane con le orecchie attente anche quando non trasmette nessuno, solo per ascoltare le onde del mare che si infrangono sulla battigia di una spiaggia che possiamo solo immaginare, almeno per adesso.

Questa settimana si è parlato anche di rigenerazione urbana con la storia di Cri e del Farm Cultural Park ma anche con le esperienze di Federico con Trasformatorio. Insomma, sul pianeta di Radio Antidoto non si smette mai di pensare al futuro e a quello che si potrà fare una volta che finirà l’emergenza.

Finirà e sarà bellissimo

terrazza radio antidoto
La terrazza di Amsterdam per il barbecue

La reclusione finirà, in teoria il 13 aprile, anche se su Radio Antidoto non ne siamo così certi.

Il ritorno alla normalità è ancora lontano. Sappiamo però che una volta finita la clausura, ci incontreremo e festeggeremo a suon di focaccia, musica e abbracci. E sarà bellissimo.

(articolo pubblicato su normanno.com)