Un iceberg chiamato “Cenerentola”

Nella puntata di “C’era una volta la fiaba” avvenuta ieri sera, 28 Aprile, si è parlato della fiaba di Cenerentola, dalla sua nascita ai suoi significati e, sopratutto, alle caratteristiche che hanno portato a farla diventare da archetipo della fanciulla che ottiene il suo riscatto sociale, a stereotipo con cui riferirsi tanto ad una persona quanto ad una cosa.

Per via della quantità di simboli e informazioni nascosti nelle 345 versioni esistenti della fiaba, la si è voluta paragonare ad un iceberg, dove la punta è costituita dal racconto mentre il resto può essere raccolto in 3 parole chiave: Podomanzia, Crudeltà, Lapsus Grammaticali.

Podomanzia: la parola si lega alle sue origini, divise in due culture ed epoche storie ben diverse da loro, ovvero l’Antico Egitto e l’antica Cina Imperiale, ma entrambe legate all’arte della divinazione e lettura della pianta del piede. Da ciò si ritiene derivi la nascita dell’oggetto simbolo di questa fiaba, ovvero la scarpetta.

Crudeltà: nella fiaba di Cenerentola è una tematica importante, perché è quella che spinge la protagonista al suo cambiamento, al suo riscatto. Tuttavia è giusto sottolineare che non in tutte le versioni la crudeltà è legata unicamente alle figure della matrigna o delle sorellastre: la protagonista stessa, nella versione di Basile, non esita a compiere un omicidio pur di ottenere un po’ di felicità, cosa che però gli sarà negata dalla donna a cui aveva dato piena fiducia.

Lapsus Grammaticali: il cambiamento della scarpetta originale, in materiali quali stoffa o cuoio, in cristallo è legata ad un errore di traduzione e scrittura in francese della parola “pelliccia”, Vaire, fatta diventare “vetro”, Verre. Questo ha comportato un cambiamento enorme nella fiaba stessa, i cui significati e simboli sono stati ribaltati e, per certi versi, anche sminuiti a favore di una fruizione più “leggera”.

Se questa parole sono riuscite a darvi un po’ di curiosità, l’invito è di scaricarvi la puntata e sul sito https://tinyurl.com/radioantidoto

Se avete avuto modo di sentirvi la puntata e avete voglia di ascoltare la storia del libretto della Cenerentola, con le musiche composte, da Gioachino Rossini, potete andare al seguente link: https://www.spreaker.com/show/le-storie-allopera

Incursione di ricordi d’Africa

Non sempre le cose vanno secondo programma, men che mai nel mare di Radio Antidoto, dove può capitare che la barchetta del palinsesto incontri una tempesta di passaggio e venga scombussolata; così, a causa di qualche problema, la mattinata stava passando nel suono delle onde.

In questi casi, come coraggiosi pirati, si fanno delle incursioni nel mare radiofonico, per cercare di tenere compagnia chi ci ascolta; spesso si tratta di musica, altre volte si improvvisa su qualche argomento. E allora, ispirata dai viaggi onirici di Rigonia, ho deciso di proporre un mio viaggio, scavando nella memoria e andando indietro nel tempo.

Ed eccomi là, bambina dai corti capelli e la faccia pestifera che prendo un aereo e raggiungo mio padre in Africa, entrando dentro un mondo che mi cambierà senza che me ne renda conto; per un’ora ho raccontato i suoni, i colori e le sensazioni della prima volta che andai a Kabarnet, dagli scarabei rinoceronte al mio tentativo di “pescare” gli uccellini, arrivando al buco nella rete dove conobbi e giocai con i bambini di un villaggio vicino casa.

Quella malinconia, a distanza di anni, è stata una dolce e calda sensazione che probabilmente porterò ancora, sempre come incursione con la mia barchetta pirata sulle onde di Radio Antidoto.