SOUper Summer School Alassio

Secondo incontro, ieri pomeriggio ad Alassio, per la prima edizione di SOU Summer School, il nuovo format estivo della Scuola di Architettura per Bambini di Farm Cultural Park a cura di SOUper l’Associazione no profit nata nell’estate 2020 per diffondere i valori di SOU.
Tre tavoli: tre città, 3 scenari diversi una logica comune. I 23 ragazzi in età tra 7 e 12 anni, hanno dialogato, si sono confrontati, hanno sperimentato attività lavorative, immaginato soluzioni per superare situazioni difficili e complesse e risolvere problemi. Ascolto, collaborazione, condivisione e tutti insieme abbiamo imparato giocando.

Seduti al cerchio finale, dopo quasi tre ore intense in cui venivano giocate su tre tavoli le città dei rifiuti, dell’energia e del cibo i bambini hanno espresso l’idea che avessero imparato qualcosa del vivere. L’etimologia del termine economia, l’arte di condurre la casa, il luogo dove si vive assieme.

Le Grand Jeu www.legrandjeu.net e’ un gioco nato dalla collaborazione tra Federico Bonelli filosofo/artista e Raffaella Rovida ingegnere/designer che discutevano animatamente di democrazia, permacultura ed economia alternativa. Lo scopo del gioco e’ la ricerca di narrative positive basate sul concetto “pensiero globale, azione locale”.
Il gioco consiste di alcuni pezzi di base sui quali e’ possibile costruire qualsiasi tipo di attivita’, societa’ ed economia. Le regole del gioco sono ampie e semplici allo stesso tempo consentendo molta liberta’ creativa ai giocatori i quali costruiscono giocando il loro mondo, le loro dinamiche e le loro stesse regole di vittoria.

Su una piattaforma a griglia triangolare (la città’) i giocatori disporranno i loro triangolini (la loro terra) sulla quale potranno costruire e sviluppare le loro attivita’ (modellandole con il dido’). Ogni turno le varie attivita’ produranno/useranno delle risorse (i bianchi) e produranno/useranno degli scarti (i grigi) mentre i giocatori potranno decidere come competere o collaborare tra di loro e con le altre citta’. Ma attenzione le situazioni cambiano e le citta’ devono essere pronte a reagire!

Con Federico Bonelli, Eleonora De Vecchi, Caterina Sacone, Cristina Vignone e SOUper www.sou-schools.com

Mongolia

letture e musiche

Quando più di dieci anni fa decisi di fare il mio primo viaggio da sola, avrei voluto andare in Mongolia. In quel periodo e fino al duemiladiciannove, lavoravo da marzo a ottobre sette su sette e non si può camminare sulla terra di Gengis Khan a novembre. Così cominciai a pensare, leggere e immaginare la Patagonia. Ma il l’america latina non fa per me, come risultò qualche anno dopo quando fui costretta, pochi giorni dopo l’arrivo in Perù, a riprendere un volo da Lima per rientrare a casa acciaccata.

Così l’autunno 2010 partii per il Nepal. Esperienza bellissima per i luoghi, le persone incontrate, i compagni di viaggio e per l’inizio di un nuovo viaggio interiore e la scoperta di sintonie ad oriente.
La Mongolia è ancora il sogno.

Latte e terra. L’odore della Mongolia è fatto delle cose che danno la vita, e un viaggio in questa regione nel cuore dell’Asia è in grado di restituirci una fotografia antica di noi stessi, quando, agli albori della nostra umanità, nomadi ci spostavamo per adattare le nostre esistenze ai cicli stagionali. Ancora non c’era separazione con la natura, e i confini tra la vita e la morte, l’umano e il divino, erano difficili da distinguere, così come il cielo e la terra, nello sconfinato orizzonte delle steppe. E’ in questo spazio senza tempo, dove l’essenza del nostro essere al mondo si staglia nitida, che ci conduce il libro di Federico Pistone, un diario di viaggio che avvince e si legge come un romanzo, emozionante, perchè racconta non solo le storie, le abitudini e la vita quotidiana di un popolo abituato da oltre cinquemila anni a vivere nelle tende sfidando inverni che arrivano a cinquanta gradi sottozero, ma ne cattura anche i sogni, le credenze, i misteri.”

dalla Prefazione di Sveva Sagramola al libro di Federico Pistone “Il leopardo e lo sciamano”. Sperling & Kupfer

ascolta —> https://t.me/sovrapposizioni/12

incursione di rabbia e follia

L’ultimo messaggio, a dicembre, sulla sfida che l’Italia deve ora affrontare, quella del Recovery Fund. “La sostenibilità del debito pubblico in un certo Paese sarà giudicata sulla base della crescita e quindi anche di come verranno spese le risorse di Next Generation Eu”, una frase accompagnata da un monito ai Paesi sull’utilizzo delle risorse: “Se saranno sprecate il debito alla fine diventerà insostenibile perché i progetti finanziati non produrranno crescita”. Sono dichiarazioni di Draghi riportate sull’Ansa oggi in attesa che supermario salga al colle alle 12.

sovrapposizioni a due voci

— Ah — dissi. — Ma… ehm… che cos’è successo a quello vecchio?
Lui scrollò le spalle con indifferenza. — Sfrattata, credo. Non pagava
l’affitto.
— Sfrattata? Era una donna? — Per un attimo avevo dimenticato che Ishmael non era il proprietario di se stesso.
Mi lanciò un’occhiata dubbiosa. — Credevo che lei conoscesse la signora.
— No, conoscevo il… conoscevo…
L’uomo rimase a fissarmi.
— Senta — ripetei, arrossendo. — Forse hanno lasciato un messaggio
per me.
— Qua dentro non c’è rimasto niente, a parte la puzza.
— Le dispiace se do un’occhiata?
Lui si voltò verso la porta e girò la chiave. — È meglio che ne parli con
la direzione, okay? Io ho da fare.

Daniel Quinn, Ishmael. 1992

Diciasettesima puntata

sovrapposizioni #1.16

Gli dèi sarebbero andati in giro a dire: «Coraggio, Uomo, non capisci che tu non sei niente senza questa conoscenza? Smetti- la di sprecare i nostri doni come fanno i leoni e le gazzelle. Forza, prendi questo frutto e all’istante capirai di essere nudo… nudo come i leoni e le gazzelle, nudo di fronte al mondo, privo di potere. Andiamo, prendi questo frutto e diventa come noi. E dopo, fortunata creatura, potrai lasciare il giardino e vivere del sudore della tua fronte, com’è destino per gli esseri umani.» E se l’avesse scritta un popolo con le vostre credenze culturali, questo evento non sarebbe mai stato chiamato la Caduta, ma l’Ascesa… o, per riallacciarmi alle tue stesse parole, la Liberazione. — Giustissimo… Ma ancora non mi è chiaro come questa storia si colleghi a tutto il resto. — Stiamo estendendo la tua comprensione del perché le cose sono andate così.

Daniel Quinn, Ishmael. 1992

Sedicesima puntata

sovrapposizioni #1.15

Gli altri annuirono e risposero: «Sì, questo è proprio il modo in cui avremmo ragionato anche noi prima di mangiare all’albero della conoscenza». «Di quale conoscenza si tratta?» chiese il dio, notando finalmente l’albero. «Assaggia i suoi frutti» gli fu risposto. «Dopo, saprai esattamente di quale conoscenza si tratta». Il dio li mangiò, e i suoi occhi si aprirono. «Sì, adesso capisco» esclamò. «Questa è davvero una conoscenza appropriata agli dèi: la conoscenza di chi deve vivere e chi deve morire.»

Daniel Quinn, Ishmael. 1992

Quindicesima puntata