Guide invisibili

La radio e il suono come grimaldello per scardinare qualche barriera nella società, praticamente la radio come strumento di cambiamento sociale.

Passeggiate sonore di e con i nuovi cittadini: radio come strumento di cambiamento sociale.

Guide Invisibili è un progetto di storytelling audio curato da venti giovani migranti: una serie di audio guide che accompagnano il visitatore attraverso una Roma come non l’hanno mai immaginata.

Le Guide prendono spunto dalla visione sociale generalizzata, che vede il migrante come semplice ospite, e cerca di sostituirla con un’immagine più complessa e sfaccettata. Il migrante è un cittadino a pieno titolo detentore di tutti i diritti sociali e civili, e si fa narratore di luoghi e di situazioni.

Un percorso che accompagna il visitatore in una sorta di viaggio spazio-temporale, in quella realtà che fonde i luoghi geografici con l’esperienza del vissuto, le aspettative del passato e i pensieri del futuro.

Per parlare delle Guide Invisibili ho sentito Marco Stefanelli, un amico appassionato di radio, fermamente convinto che proprio la radio e il suono possano offrirci un grimaldello per provare a scardinare qualche barriera nella società, praticamente la radio come uno strumento di cambiamento sociale.

E se ascoltando l’intervista vi viene voglia di partecipare ad una delle passeggiate per le vie di Roma, mi raccomando, salutate Marco da parte mia e ditegli che l’avete ascoltato su Radio Antidoto. Per il calendario completo delle passeggiate e per tutte le informazioni per prenotarvi visitate la pagina di Guide Invisibili. E visto che ci siete, metteteci pure un bel ‘mi piace’. Sul canale Guide Invisibili su soundcloud potete ascoltare i trailers e molto altro.

Cloruro Ep. 0

Filippo e Romeo esplorano le tematiche psicologiche, politiche e filosofiche dietro alla saga di videogiochi FalloutTM

La guerra non cambia mai

Episodio pilota di Cloruro. Gli host Filippo e Romeo esplorano le tematiche psicologiche, politiche e filosofiche dietro alla saga di videogiochi FalloutTM. Qual è la condizione dell’uomo in una zona contaminata senza leggi? Quali modelli economici e politici sono in grado di sopravvivere ad un annientamento nucleare?

Il teatro a casa. Per telefono.

Theatre on a line è impossibile da catalogare e si può solo vivere. Dall’interno.

Quello proposto da Roberta Bosetti e Renato Cuocolo non è uno stratagemma ideato per superare gli ostacoli imposti dal covid-19, ma uno dei tanti esempi di come hanno riscritto le regole del teatro.

La loro analisi dell’uncanny ha portato CuocoloBosetti | Iraa Theatre a presentare i loro spettacoli dentro la loro casa, dentro la casa degli altri (a volta anche bendando e ammanettando gli spettatori), dentro ambienti completamente al buio, navigabili solo attraverso visori notturni, dentro stanze di hotel, per uno spettatore alla volta.

Theatre on a line è l’ennesimo esempio di come certo teatro sia impossibile da catalogare e si possa solo vivere. Dall’interno.

Roberta Bosetti
Renato Cuocolo

Immobilità sociale, ovvero come viene distorta la visione della società

Tiziano Bonini, sociologo della comunicazione, riflette sull’impatto dell’immobilità sociale nel settore delle arti e della comunicazione.

Quelli che riescono a trovare un impego nel mondo della cultura e della comunicazione non sono necessariamente le persone più brave ma piuttosto quelle che alle spalle hanno una famiglia ricca di capitale economico e di capitale sociale. Il primo è indispensabile per poter vivere mentre si va avanti tra uno stage e un tirocinio non pagati, il secondo è fondamentale per essere presenti negli ambienti giusti.

È un quadro disarmante quanto reale, e a dimostrarlo ci sono i dati: solo il 12% delle persone che lavorano nell’industria della televisione e dalla radio proviene da famiglie working class, sebbene le famiglie working class rappresentino la grande maggiroanza della popolazione. Come è possibile allora l’immagine che viene presentata nelle arti e attraverso la comunicazione risponda alla realtà, quando a costruire questa immaagine è una piccola minoranza?

Questa una delle riflessioni dalle quali parte Tiziano Bonino nella lucida analisi che presenta in un articolo intitolato Il lavoro culturale ha bisogno di una lotta (creativa) di classe. Una volta letto l’articolo, ritrovatamici dentro, ho contattato il docente dell’Università di Siena ed esperto di media e comunicazione per una chiacchierata.

Rebus Foundation

Cristina Marras meets Leigh Kinch Pedrosa, communications and partnerships manager for the Rebus Foundation, as a part of the Open Publishing Fest.

Building a new publishing ecosystem, based on open principles

Reading and writing are central aspects of our intellectual lives. While written texts are not the only parts of our media landscape, they maintain a critical place in our culture, documenting human knowledge and experience.

The Rebus Foundation acts as an advocate and champion for new publishing models and technologies, generating ideas and initiatives for reading and writing on the web, while bringing people and resources together.

Cristina Marras meets Leigh Kinch Pedrosa, communications and partnerships manager for the Rebus Foundation, as a part of the Open Publishing Fest.

Johanssen Obanda from AfricArxive: co-designing the future of scholarly communication in Africa.

AfricArxiv is dedicated to foster research and collaboration among African scientists.

Open Publishing Fest

AfricArxive is a community-led digital archive for African research communication, a non-profit platform to upload working papers, preprints, accepted manuscripts. AfricArxiv is dedicated to foster research and collaboration among African scientists, enhance the visibility of African research output and to increase collaboration globally.

Cristina Marras meets community manager Johanssen Obanda to talk about research, community, local knowledge and traditional wisdom, as a part of the Open Publishing Fest.

Transustanziazione di CM

Chi era quest’altra Cristina Marras che si muoveva da un’università all’altra, parlava il tedesco e si occupava di comunicazione?

Ogni volta che cercavo il mio nome in rete venivo travolta da una valanga di interessantissimi articoli pubblicati su prestigiose riviste accademiche in inglese e in tedesco che parlavano di linguaggio, di filosofia e di comunicazione. Chi era questa Cristina Marras che si muoveva da un’università all’altra, parlava il tedesco e si occupava di comunicazione? Contemporaneamente, un’altra Cristina Marras provava gli stessi sentimenti leggendo di me che abitavo in Australia dove lavoravo in radio e producevo radiodrammi. Finalmente ci siamo incontrate. E abbiamo cominciato a collaborare.

Il link all’articolo accademico pubblicato da Cristina Marras sul progetto Andata e Ritorno (A/R): dalle Parole alla Materia.

Adolescenti in lockdown

È possibile che la sua apparente serenità nasconda invece l’inquietudine?

Faccio le stesse cose di prima, però di più

Ha compiuto diciassette anni a metà aprile mio figlio, mentre eravamo nella fase uno. Nonostante l’isolamento totale, siamo riusciti a far arrivare a casa una torta e abbiamo organizzato una videochiamata-sorpresa con i suoi compagni di scuola.

Durante i 54 giorni di assoluto isolamento è uscito solo per portare giù la spazzatura, e una volta, quando ormai mancavano pochi giorni all’inizio della fase due, è andato al supermercato per vedere come era diventata la città, le strade deserte, le serrande abbassate, le file distanziate per entrare al supermercato, le nuove regole di lontananza sociale.

I giorni dell’isolamento li abbiamo trascorsi anche noi a stretto contatto gli uni degli altri, come tutti, e mio figlio per tutto il periodo non ha mostrato segni di insofferenza. Eppure io continuo a chiedermi, che impatto avranno queste settimane di assenza di contatti sociali nel suo futuro? È possibile che la sua apparente serenità nasconda invece l’inquietudine?

Gliel’ho chiesto, e lui mi ha risposto.

Infrasonica

Un catalizzatore per le vibrazioni emesse da quelle onde che operano ad una frequenza impercettibile all’orecchio umano.

Incontri dell’Open Publishing Fest

Infrasonica è una piattaforma digitale di culture non occidentali nata per documentare, analizzare e parlare del suono, della sua aura, dei suoi aspetti inquietanti, dei suoi legami con il mondo dell’udibile, del nascosto e del sensibile.

Nella sua dichiarazione di intenti, Infrasonica spiega di porsi quale catalizzatore per le vibrazioni emesse da quelle onde che operano ad una frequenza impercettibile all’orecchio umano, frequenze che vengono spesso generate da fenomeni ecologici immensi, come il movimento delle piattaforme tettoniche o le correnti più profonde degli oceani. 

white field with writing and sound spectrum

Infrasonica è una delle organizzazioni che partecipa all’Open Publishing Fest, l’evento pubblico decentralizzato che dal 18 al 29 maggio mette insieme tutte le comunità che credono nel software opensource, nell’open content e nei modelli di open publishing (mi scuso per l’utilizzo di questi termini in inglese, c’è nessuno che mi aiuta a renderli in italiano?).

Per scoprire in che modo gli intenti di Infrasonica vengono declinati al lato pratico, ho incontrato una delle fondatrici, Eloisa Travaglini e ho cominciato col chiederle di raccontarmi quali fossero i suoi suoni preferiti.

L’ intervista include alcuni passaggi dell’opera i@dreamt: Technologies of Enchantment di Patricia Domínguez & Radim Lisa, Terezie Štindlová and Futuro Fósil
Commissioned by the Royal College of Arts, London
Courtesy of the artists and Infrasonica
Link alla feature su Infrasonica: https://infrasonica.org/en/wave-1/idreamt