Canzone per il 2021

e la musica è quella che preferisci tu.

Svuota la mente
lasciati alle spalle
le cose che sono successe con i tuoi amici
le brutte figure con l’altro sesso
tutto il vissuto che adesso è passato
adesso è l’adesso e adesso è il momento di cantare

muovi i tuoi passi
piccolo uomo
un granello è un granello
ma anche un granello ha una vita da vivere
impara a scrivere, impara a sognare
impara a parlare a te stesso con franchezza
guardati dentro non ti nascondere

omuncolo
bestia schifosa e repellente
piccolo germe del niente
vuoto cosmico che aspira via
tutta l’autostima e tutta la bellezza
omuncolo
avvicinati, lasciati accogliere
fatti abbracciare.

svuota la mente
immagina il mondo come vorresti dipingerlo
scegli i tuoi colori
butta tutto, fallo uscire
tu sei la stanza che bisogna abitare
scegli il mobilio, la tinta dei muri
un letto morbido, una scrivania, un divano
magari appendi dei bei quadri,
prendi una radio e lascia perdere la tv

omuncolo,
avvicinati, lasciati accogliere, fatti abbracciare
non aver paura di noi
omuncolo,
avvicinati, lasciati accogliere,
ti daremo tutto l’affetto che ti è legittimo
non avere paura.

Wise men, space heroes and… Happy Birthday Frank Zappa!

22 Dicembre 2020 ore 00.00: Saturno e Giove in congiunzione, i Re Magi sul loro cammino, e ottant’anni fa oggi (cioe’ ieri) nasceva Frank Zappa… Seconda Incursione per me in questa lunghissima Maratona di Radio Antidoto! Una selezione di musiche, suoni dallo spazio, spezzoni di film rigorosamente sci-fi, e ovviamente interviste e musica di uno dei miei idoli di sempre, che oggi compie gli anni. Auguri Frank Zappa!

(il quadro, in perfetto tema cosmico, e’ un’opera del mitico Frank)

Ecco il link per riascoltare l’incursione:

Un sacco de Rigonia!

Siamo stati in onda parecchio.

I giorni sono trascorsi, e noi abbiamo dimenticato (mentiremmo se dicessimo di non averlo fatto apposta) di aggiornare i podcast di Rigonia.

Vediamo un traguardo, un traguardo non tanto lontano, ma possibile. Intanto siamo a metà percorso.

Voi, nel frattempo, decidete se è un privilegio, una rottura di balle o davvero niente di che avere un post con ben quattro episodi di Rigonia da ascoltare – ricordandovi che comunque li potete trovare tutti assieme qui.

Nel primo si parla di qualcosa di specifico, negli altri no. Si parte a ruota libera e si rigoneggia. Siccome la pigrizia domina (ci avviciniamo pur sempre alle feste), abbiamo lasciato anche la musica.

Buon ascolto!

Rigonia #41 Tascabile #8
Rigonia #42
Rigonia #43
Rigonia #44

Don’t hibernate too soon

Questa incursione (parte della Maratona di Radio Antidoto del 21 Dicembre per il solstizio invernale) e’ un viaggio musicale nelle atmosfere sospese e letargiche dell’inverno, per essere un po’ sospesi e letargici anche noi, nell’attesa che il sole sciolga la neve, il ghiaccio si trasformi in acqua, e tutto fiorisca e rinasca con la nuova stagione. Buona ibernazione a tutti!

(Nella foto la mitica biologa polacca Simona Kossak a passeggio per un bosco innevato con i suoi amici cerbiatti)

letargo s. m. [dal lat. lethargus, gr. λήϑαργος, comp. di λήϑη «oblio» e ἀργός «inerte»] (pl. –ghi). – 1. a. In biologia, periodo di vita latente trascorso da animali diversi (soprattutto vertebrati omeotermi) in seguito a condizioni ambientali sfavorevoli: nei mammiferi è caratterizzato da forte abbassamento della temperatura corporea, rallentamento del battito cardiaco, riduzione dell’attività metabolica, con consumo delle riserve di grasso accumulate prima del periodo letargico; si distingue un linvernale, o ibernazione, e un lestivo, o estivazioneb. Nell’uomo, altro modo di designare alcune condizioni di ipersonnia patologica; per estens., sonno lungo e profondo in genere: cadereesseregiacere in letargoc. fig. Stato di sonnolenza, di torpore, d’inerzia spirituale o morale: destare un popolo dal suo secolare l.; Qual sonno o qual lha sì sopita La tua virtute? (T. Tasso); quindi, anche, cagione di oblio: Un punto solo m’è maggior letargo Che venticinque secoli a la ’mpresa Che fé Nettuno ammirar l’ombra d’Argo (Dante). 2. In botanica, sinon. di vita latente o di dormienza, com’è presentata dai semi o dai germogli sotterranei (rizomi, bulbi, tuberi) o anche da piante aeree (fanerofite) quando, per le condizioni esterne, rallentano le funzioni (respirazione) o le sopprimono (fotosintesi).

Ecco il link per riascoltare l’incursione:

INDIE SPACE presenta Alex Wide – “ANCHE I FANTASMI HANNO UN’ANIMA”

Nell’ambito della lunga MARATONA del 21 dicembre 2020 dedicata al solstizio d’inverno che ha coinvolto tutti i broadcaster della radio in una sorta di rito magico collettivo intersecando la congiunzione astrale tra Giove e Saturno, l’INDIE SPACE ha presentato l’ultimo progetto musicale di Alex Wide – ANCHE I FANTASMI HANNO UN’ANIMA – dal 20 dicembre presente in tutti i digital stores e piattaforme musicali.

Un disco che evoca alla mente “I poeti onirici”, l’epica di Rancore e i primi testi di Shiva come “Cotard Delusion” o “Il piccolo principe”.

Un album intimo e penetrante, in grado di evocare i nostri fantasmi psichici cui viene riconosciuta una realtà sostanziale nella sofferenza di un’anima a sé stante.

Ottime le produzioni musicali di Marco Balbo che traducono in musica esattamente l’atmosfera intra ed extra psichica che i testi esplicitano. E questo connubio viene ulteriormente confermato dai featuring di Julie Charges e Lux 448 che rappresenta proprio il fantasma e riporta alla mente le eclettiche e controverse ricerche di Corrado Malanga sulla corrispondenza tra “alieni e demoni”, tra testimonianze di rapimenti alieni e moderni esorcismi.

Abbiamo raggiunto Alex Wide per fargli qualche domanda e quella che segue è l’intervista tra Johnny Lizard ed Alex Wide. A seguire potrete riascoltare, o ascoltare per la prima volta il podcast della puntata.

Ciao Alex come va? Innanzitutto complimenti! Sai, negli anni 90 c’era un gruppo rap, i “Poeti onirici” e questo tuo disco me li ricorda molto. Non so se li conosci. Erano gli unici rapper a trattare temi esoterici più che temi sociali. Questo tuo album me li riporta alla mente.   Anche Rancore si discosta abbastanza dal cliché del testo rap e riesce a trasportare in rima e metrica dei testi poetici che richiamano alle favole epiche.   Mi ricordo ancora quando mi hai detto che volevi iniziare a produrre basi traendo ispirazione dal post – rock…. ecco io sento un po’ tutto questo, un po’ tutto quello che sei tu come persona e come percorso artistico e le scelte musicali con cui sei cresciuto finora. Da dove parte sto disco?  

Alex Wide: Ciao Johnny, ti ringrazio per l’invito, con questo disco ho esorcizzato parte di me stesso. Posso dire di star bene, ma si sa che ogni artista, a modo suo, rimane un apologeta del dolore. Ho sempre cercato di stenografare momenti per me importanti, sia nella musica che nella scrittura in generale, (risultando a volte anche labirintico e tortuoso). Musicalmente non ho mai avuto un preciso modello ispirativo, ti potrei citare vecchi cantautori ma anche odierni gruppi sconosciuti, cerco di non etichettare e carpire il più possibile dappertutto, ogni canzone ha un proprio mondo e una propria fisica, che può piacere o meno, e il tutto succede in modo molto serendipico.     

Cominciamo da “In ogni atomo”… parli a chi è sulla scena musicale di oggi rivendicando una differenza “io non ho una gang di warriors, di trappari, giro con il mio grimorio di fantasmi, mi hanno sempre dato un senso ad ogni verso, sono la mia mente e inconsciamente non li sento” e qui c’è tutta la lucidità di autoanalisi che supera perfino la più scientifica trattazione psicoanalitica.   Che cosa ne pensi della realtà musicale oggi?  

Alex Wide: L’evoluzione è insita in tutto, non si può evitare. Quei versi, anche se a una prima lettura possono risultare avere un’accezione negativa, in realtà erano riferiti proprio al non fermarsi sul dettare una tassonomia musicale (anche se a volte risulta inevitabile). Viviamo una realtà ormai fin troppo veloce e districarcisi in mezzo è diventata un’impresa. Molti artisti oggi spesso si ritrovano a dare alla luce progetti che hanno poche intenzioni e poca profondità, il cui riscontro però ottiene molto rendimento di pubblico. É un meccanismo abbastanza spiacevole, ma alla fine si trova sempre anche la mosca bianca se la si cerca…     

Questo album ha come protagonisti i fantasmi, i fantasmi che sono la mente inconscia quando non li ascoltiamo, ma poi hanno un’anima, quindi vivono di vita propria e nel pezzo che da’ il titolo al disco si sente tutto lo strazio di quest’anima di un fantasma che soffre e prova dolore “si strappano la pelle che gli manca”. E’ sicuramente un album molto intimo ma anche un’intimità condivisa che forse riusciamo a cogliere ognuno dentro di noi. Le parole, gli effetti sonori e vocali e il beat sono talmente eloquenti che ogni domanda sarebbe superflua. Ti va di raccontarci qualcosa di più?  

Alex Wide: Devo dire che il tutto è nato in un paio di stagioni. Ho parlato del concept in modo sinottico al mio amico Marco Balbo (produttore del disco), si è subito agganciato alla perfezione a ciò che avevo in mente, riuscendo a spaziare poliedricamente nei diversi sound. Avevo già in mente anche i featuring con Lux e Julie nello scheletro dell’idea, (anche loro, come Marco, sono miei compagni di vita). Ho cercato principalmente di mettere a fuoco le difficoltà nella sfera emozionale, i cui tratti vengono paragonati a quelli di un fantasma, “immaginificando” la distanza di una realtà extrasensoriale ad un livello molto più reale.  

Bellissimo il duetto in “Unmei no akai ito”… come è nata l’idea di questo brano? Julie Charles incarna perfettamente nel pezzo la tua anima gemella secondo la tradizione popolare di cui parla il pezzo (eheh, mi sono documentato XD)  

Alex Wide: Avevo scritto una strofa spoken word su una canzone di Einaudi, ho pensato che forse avrebbe funzionato metterla nel disco. Marco ha scritto quel tappeto musicale e si è incastrato alla perfezione, se non meglio. In questo brano in verità io rappresento proprio il “Fil rouge”, e Julie è la controparte che oltre ad aver aggiunto quel tocco delicato, personifica la realtà, collegata in modo astratto con Lux. Nel disco abbiamo sparso tanti easter egg, tra cui è questo: nel verso di Julie, puoi sentire in sottofondo i respiri di Lux, ovvero il fantasma legato indissolubilmente a lei.

Wow!!! Ok grazie Alex abbiamo finito. Complimenti davvero, un lavoro che merita grandi attenzioni e condivisioni.

Alex Wide: Grazie a te Johnny e a Radio Antidoto per questo spazio e questa attenzione a questo progetto.

PODCAST DELLA PUNTATA TRASMESSA SU RADIO ANTIDOTO:

INDIE SPACE presenta Alex Wide – ANCHE I FANTASMI HANNO UN’ANIMA

Maestri, gatti e magia: viaggio esoterico nell’ebraismo dell’Europa orientale.

In primo luogo l’uomo descritto non zoppicava da nessuna delle due gambe, non era di statura né bassa né gigantesca, ma semplicemente alta. Riguardo ai denti, a sinistra aveva capsule di platino, e a destra d’oro. Indossava un costoso completo grigio e scarpe di fattura straniera, intonate al vestito. Il berretto grigio lo portava sulle ventitrè con fare disinvolto, sotto braccio teneva un bastone da passeggio col pomo nero a foggia di testa di cane barbone. Poteva avere una quarantina d’anni o poco più. La bocca un poco storta. Rasato con cura.Bruno. L’occhio destro nero e il sinistro, chissà perchè verde. Sopracciglia nere, ma una più alta dell’altra. Per farla breve, si trattava di uno straniero.”

M. Bulgakov, Il Maestro e Margherita

Add color to the future light

These girls don’t look too confident in their branches…? I suspect because it took so long to get their photographs taken…? Or …perhaps, the Christmas tree dresses were just uncomfortable..? I think some brandy & eggnog would help them get their twinkle ✨ on ! I hope you and your family are all well ❤️💚♥️

Tonight is winter solstice … Imagine an entire village at night , all rolling burning wreathes down a steep hill at once ..!🔥✨

I learned ( last year) , the history of the Christmas wreath . In pagan cultures…the wreathes were made in late summer & early autumn and hung on doors & buildings, for good luck…! At the Winter solstice, ( which is today..although sometimes the 22nd or 23rd )…the wreathes were taken to a hilltop at night , and set on fire, then rolled down the hill . Symbolic for a swift return of the ☀️sun…and better weather. I generally keep last years Christmas tree, and burn it either Christmas Eve or Christmas night ( thus my bonfire 🔥)…but this year I might burn it tonight for winter solstice ❄️

Ipertesto Radiofonico #1

Non ho finito di imparare la radio, ho solo iniziato a fare ipertesti radiofonici.
Il che vuol dire semplicemente che ogni puntata sarà anche una newsletter piena delle cose di cui parliamo.
Tipo Gli Stati Generici, ma fatta dopo (fabbiobruno, tvb).

Per leggere c’è ipertestoradiofonico.substack.com, per ascoltare schiaccia play quissotto.