Concerti di Idee in Azione nel Quinto Paesaggio. Episodio 11.

2020 – 2030 caos creatività educazione.

Ieri, tardo pomeriggio, su Radio Antidoto, in diretta dalle 18:30, siamo saltati sulle onde con l’episodio speciale numero 11 di “Concerti Di Idee di Idee in Azione nel Quinto Paesaggio” l’idea di Diego Repetto accolta da Riavviaitalia, piattaforma di progetti, proposte e buone pratiche per essere pronti al riavvio del Paese dopo il reset dell’emergenza covid-19.

Lo spunto per i dialoghi di ieri lunedì 14 settembre 2020, sono state tre parole chiave per una riflessione che guarda ai prossimi dieci anni. Caos e complessità caratterizzano la nostra epoca, il nostro presente. Daisaku Ikeda, filosofo buddista, costruttore di pace e educatore dice che creatività è sinonimo di libertà. Una libertà esigente e coraggiosa, e inoltre essere creativi significa tener fede alla propria umanità. Educazione. Educare i fanciulli riferendosi allo sviluppo etico e spirituale al fine di renderli persone e cittadini migliori attraverso la cultura e l’arte.

Abbiamo dialogato con le splendide ospiti: Simona Morini (filosofa, docente universitaria); Silvia Forese (artista, project manager); Eleonora De Vecchi (maestra d’arte, progettista culturale); Giulia Piana (artista, danzatrice).

E’ intervenuto Federico Bonelli. E con Diego Repetto e Cristina Vignone. Regia: Francesco Rigoni.

Musica. Antonia Harper ha scelto cinque tracce tutte al femminile per una puntata al femminile e ci ha detto: “Della scena musicale contemporanea ho scelto cinque artiste, provenienti da cinque paesi (Italia, Canada, Brasile, Francia, Stati Uniti), che mi che mi hanno colpito e appassionato per la loro personalita’ e originalita’ creativa”.

1. Monstre d’amour. A proposito di Francia ho scelto Clara Luciani, ormai un fenomeno della scena pop, canta d’amore e di tanti altri temi anche vicini al femminismo, (e ci fa capire quanto siano sentite queste tematiche e partecipe il pubblico, che ormai sta influenzando tutta la scena pop attuale dando vita a progetti giovani e originali).

2. Lemonade. Icone storiche della scena queer e LGBT le mie preferite di sempre: le sorelle Cocorosie, che, armandosi di voci e strumenti giocattolo, hanno dato vita a un progetto originalissimo che spazia tra i generi piu svariati, dal dream folk alla lirica, passando per l’hip-pop e la musica elettronica, e sono ormai un punto di riferimento nella scena pop degli ultimi anni.

3. Oiseau Sauvage. Dom La Nena, cantante e violoncellista brasiliana, dalla voce bambinesca e lo sguardo innocente, ha collaborato con personalita’ del calibro di Jane Birkin, Jeanne Moreau e Piers Faccini. La adoro per la semplicita’ e allo stesso tempo sofisticatezza delle sue canzoni, che mi fa venire voglia di andare in Brasile ma anche a Parigi, dove risiede, per scoprirne la vastissima scena musicale e al femminile. Questa e’ Oiseau sauvage.

4. Duerme negrito. Rosemary Standley, cantante dei Moiarty e poi solista, ha collaborato con diversi musicisti inclusa Dom La Nena e la Helstroffer’s band. Rosemary e’ uno dei miei grandi amori di questi ultimi anni, dalla voce particolarissima, adoro il modo in cui ha ripreso tantissima musica, da quella antica, al folk e la chanson riarrangiandola con grande estro. Mi piace anche il suo modo di fare i live, come dei piccoli spettacoli in location suggestive.. La sentiremo in una ninna nanna tradizionale venezuelana che si chiama Duerme negrito.

5. Mirror. Vera Di Lecce, pugliese classe ’84, artista poliedrica della scena sperimentale italiana, prima cantante dei Nidi d’arac poi autrice di un suo progetto solista e musicista nella band di Cesare Basile. Mi ha colpito per il coraggio di creare la musica che ama e di giocarci in maniera performativa, anche grazie a una forte presenza scenica sul palco. Questo e’ il suo ultimo singolo: Mirror.

Ecco le registrazioni della puntata. Buon ascolto 🙂

Federico Bonelli si era preparato. Intervento sul CAOS

L’io penso di Cartesio situa l’intelligenza dell’uomo alla guida della vita. I grandi scienziati, i grandi rivoluzionari. La costruzione del mondo e’ razionale, l’uomo “buono” e’ colui che porta alla conoscenza del proprio Io i meccanismi che lo dominano e se ne libera o li assoggetta alla legge della propria felicita’ o della ragione sociale. Come bestie impazzite al macello esce dalla trincea e s’uccide questa idea di umano. La nostra scienza e’ fatta per le certezze, e negli scientisti tutto cio’ che esiste esiste in quanto certezza. Ma e’ scienza solo se puo’ essere reso falso, mai potra essere deciso vero, certo, dalla scienza. Quella scienza, dell’intellegibile, del logico, muore nella complessita’, cade con le nazioni, si strappa i pezzi cibernetici con il socialismo reale con il fallimento del suo progetto sociale, negli interstizi del modello, tra le giungle del viet-nam.
Dati, modelli e leggi deterministiche sono cio’ in cui parte del fare crede. Le macchine, inclusa la macchina di Turing o il calcolatore di Von Newmann, propongono ogni lato del reale costruendolo a somiglianza del proprio modello. Fingono un dualismo risolto dal pensarsi d, ma crollano nel tre e nel cinque e divagano nei multiversi. L’ombra dell’oscurita’ essenziale non si raggomitola negli angoli della caverna di Platone, angoli che l’intelletto non puo’ ancora raggiungere ma che prima o poi raggiungera’ con la Metis e la tekne’ (l’ingegno, il trucco). Non e’ il nero il centro del gioco. E’ la caverna, che e’ DEA prima che favola.
Gli antichi (come narra Esiodo) facevano scaturire l’universo dal “Kaos Erebon”. Dall’abisso dell’inferno. Non nella caverna ma dalla caverna. E dal ribollire dell’inconscio, del fantastico, del folle. Tutti noi siamo del Caos.

Al centro della ragione, dell’io, come nello Ying del tao esite la macchia dello Yang, riappare l’ombra, ed e’ ombra essenziale non semplice mancanza di luce. Ombra che divora la luce. Il Nero.

L’ho conosciuto anni fa nella matematica della fisica. Analizzando i piu’ semplici processi di trasformazione immaginabili, basta l’equazione logistica, scopriamo che anche per algoritmi banali ogni possibilita’ di previsione scompare. Nel centro del determinismo c’e’ inconoscibilita’ strutturale. Rivoltata la pianta del razionale qualificando l’ombra come temporanea, e passando dal caso, la probabilita’ accessibile alla legge statistica e’ anche essa portatrice di caos essenziale. Al centro della probabilita’, le misure di incertezza si dimostrano le stesse misure di informazione, dispersione e energia e si basano su un ipotesi non applicabile per classi libere di problemi in cui non sia possibile “isolare” la macchina. L’universo e’ aperto, i calcolatori simulano il continuo e fingono il caso; e i denti digrignano. L’abisso ci guarda fin nel profondo dell’anima e ci vede, e l’ombra e’ ombra in quanto e’ posta al centro del sole.

Come nel Tao il punto di vista dell’intelletto deve uscire dal limite delle trasformazioni per sperare di comprendere il gioco del reale. Quel limite e’ nudo e non sa piu’ parlare. Cosi’ nella filosofia del caos e’ necessario abbandonare la certezza della legge e del razionale e osservare cio’ che resta. Un Epoke’ radicale e necessaria.

Nelle geometrie frattali degli attrattori strani, ordine e disordine si sfumano l’un l’altro, riemergendo a scale imponderabili. Cosi’ nella nostra esistenza, breve parabola cosciente, nel mondo fatta di mondo, il dialogo, l’ascolto, l’emozione, la macchina della scienza e la caverna dell’uomo persistono e pre-esistono alle loro spiegazioni, alle loro descrizioni, alla loro essenza d’ombra e luce e indicibile nulla.

Non chiedo al mondo di domani una filosfia che spieghi, ma un fare che abbia anima e saggezza. Due mani assieme possono battere tre volte. Anche una mano sola puo’ farlo.

Fredd ha improvvisato

chaos is a teacher http://trasformatorio.net/?page_id=2840

La possibilità che ci diamo quando ci incamminiamo sul sentiero creativo è di spingerci fino in fondo.
Possiamo sognare la montagna, possiamo parlare della montagna, possiamo scalare la montagna, non conosceremo mai la montagna.
Possiamo viverci un arrampicata, dimenticare il sogno, imparare ciò che abbiamo detto, e ricordarci la storia come una filastrocca; scalare la montagna non è sapere la montagna ma solo conoscere la salita.
Potremo pero’ lasciare che i nostri piedi ci aiutino quando vorremo raccontare la storia.
L’anno scorso, quando abbiamo iniziato a salire sulla collina
lo abbiamo fatto per bene, in un’oscurità piena di segnali, riflessi e suoni, cosi’ che divenne sempre meno importante la pendenza del sentiero
molto piu’ interessante ci sembro’ se fosse ventoso, se potessimo riconoscere l’albero nell’oscurità, o il posto dove il piede e’ al sicuro, o, dal rumore, il cane, l’asino, il serpente.
La presenza del corpo aiuta.
La presenza di tutto il gruppo aiuta, notte dopo notte, ad espandersi al di fuori della nostra percezione limitata e a percepire l’intero movimento del gruppo.
Muoversi al buio è un grande maestro.

Una delle cose interessanti che qualsiasi tipo di arte può imparare dalla cosiddetta “performance” è l’onestà.
Tutte le forme d’arte hanno bisogno di questo tipo di onestà, quella che non parla della montagna prima di aver tentato di sentire il sentiero.

Nel T2018 dobbiamo ancora trovare la strada giusta per salire.

Grazie a tutti !

#caos #creatività #educazione #arte #danza #musica #radio #natura #relazioni #comunità #macchine #politica #scienze #futuro #fiducia #persone #cittadini

Concerti di Idee in Azione nel Quinto Paesaggio. Episodio 10

Tra sogni e realtà

Nonostante alcuni problemi tecnici l’ultima puntata di “Concerti di idee in azione nel Quinto Paesaggio” in onda su Radio Antidoto è stata ricca di nuovi e suggestivi spunti ! Ringraziamo i preziosissimi ospiti, Antonia Harper, Mauro d’Alessandro, Francesco D’Alessio , l’ospite “a sorpresa” Luca Morino e Federico Fredd Bonelli .

Con Cristina Vignone e Diego Repetto; Francesco Rigoni alla regia

Musica:

  1. Luce abbagliante (il marmo più puro) da Michelangelo infinito. Matteo Curallo
  2. Ode. Antonia Harper
  3. The Cage. Antonia Harper
  4. Between Jabulani. Mauro D’Alessandro
  5. Ballata per Mira. Luca Morino
  6. O vive rose finale (musica antica) Antonia Harper

Concerti di Idee e Azione nel Quinto Paesaggio. Episodio 9

Dentro il fenomeno di dispersione

Siamo parte integrante di una “geografia transizionale” dalla stanza fino alla scala planetaria.Viviamo, più o meno inconsapevolmente, intrecciati da una rete invisibile.

Il filosofo Alan W. Watts descrive così questa rete: «Immaginate una rete di ragno multidimensionale, coperta di primo mattino da gocce di rugiada. E che ogni goccia contenga il riflesso di tutte le altre gocce».

Tra le note di Lorenzo Kruger e dei Nobraino siamo entrati, attraverso la nona puntata di “Concerti di idee in azione nel Quinto Paesaggio”, dentro il fenomeno della dispersione cercando di risolvere l’equazione dell’arcobaleno con ospiti stimolanti e stimolati.

Un fenomeno naturale in cui la dispersione produce un effetto spettacolare è per l’appunto l’arcobaleno.

Ai microfoni di Radio Antidoto abbiamo avuto l’onore di dialogare con Gabriele Proglio

ricercatore di storia contemporanea presso il Centre for Social Studies dell’Università di Coimbra, che ci ha raccontato dei suoi studi sulla memoria coloniale e di condizione postcoloniale in Europa, sulla storia orale e soggettività, sulle migrazioni e la mobilità nel Mediterraneo.

Il dialogo è passato poi all’attore e performer Fabio Ghidoni, che dopo aver tracciato la sua identità passando da MADMONK, GOLDENMONK, a FUKMONK, ora giunge al suo NOMONK e al disvelamento della sua scatola nera, l’intimità. Oggi ci ha raccontato la sua installazione performativa “Misure”, che ha portato alla creazione di un “museo” delle misure all’interno del Meletao Festival nella meravigliosa cornice dei Monti Simbruini.

I discorsi si sono fatti sempre più interessanti e “dispersivi”, fino a toccare il tema dell’entanglement quantistico e dei confini tra arte e architettura nei paesaggi antropizzati e naturali e su quale contributo può dare la realtà aumentata e virtuale nella quotidianità.

Dopodichè è intervenuta Carolina Megale di Past Experience che ha raccontato l’esperienza post pandemia del complesso museale di Populonia, nel suggestivo Golfo di Baratti, e di come hanno gestito il flusso turistico. Infatti ci si è connessi al concetto del fenomeno di dispersione per passare da quello di perdita e conseguentemente del ritrovare messo in atto all’interno del Museo Archeologico del territorio di Populonia e nell’area del Castello.

Importanti iniziative sono state attivate dall’associazione di promozione sociale Past Experience tra cui il ciclo di incontri “Creatività in cattività”.

Nei mesi della pandemia e del lockdown la creatività delle persone, e in particolare degli artisti, non si è fermata. Sono nati libri, riviste, collaborazioni artistiche. Sono state realizzate vignette, disegni e fotografie. È emersa la necessità e l’urgenza di raccontare se stessi, di fissare questa fase o semplicemente di esorcizzare il momento difficile che stiamo attraversando.

Di qui l’idea di Past Experience di riunire in un ciclo di incontri al Castello di Populonia quel che è stato concepito in quelle settimane in cui le città erano ferme, le strade non facevano rumore e le persone guardavano il mondo dalle finestre e dai balconi.

“Creatività in cattività” è lo spazio dedicato agli autori che raccontano le opere nate in cattività, vengono ospitati tutti gli ambiti artistici, con l’intento di condividere e lasciar volare, finalmente, libera la creatività.

Con Federico Bonelli, alla regia e ai microfoni, si è parlato di sovranità digitalizzata e della dispersione delle innumerevoli quantità di dati, in cui Radio Antidoto diventa una “rete di Indra” che connette le tante “gocce di rugiada”.

Sul finire della trasmissione dopo la canzone “Luce” dei Nobraino, Fabio parla dei lampi radio veloci e dei segnali dispersi, apparentemente casuali e unici, in cui la stessa dispersione diventa lo strumento per raccogliere tutte le informazioni per trovare la causa da dove nascono questi “lampi”.

Gabriele, infine, tratta il tema della realtà virtuale e reale nel campo dell’uso quotidiano, infatti pone l’accento sul fatto che manca la percezione di un utilizzo del virtuale che possa essere non solamente tradotto sul reale, cioè manca uno sguardo differente.

Citando “L’ordine del discorso” di Foucault si è ragionato sul fatto che le regole che governano il presente sono codificate, ma che attraverso forme di dispersioni in percorsi non mappati in archivi, si generano strutture e genealogie che non corrispondono a quello che si è già visto.

Ed ecco che arriva in aiuto il concetto di Quinto Paesaggio in cui si generano, attraverso operazioni temporanee reali e/o virtuali, dinamiche che trasformano la percezione quotidiana del territorio in cui viviamo, rendendolo unico e onirico.

Vengono fornite alla collettività nuove visioni di paesaggi, in cui l’interrelazione tra arte, architettura, design e natura generano nuove ricerche di identità territoriale e sociale.

Come suggerisce il critico d’arte francese René Huyghe: «Grazie all’atto creativo l’arte introduce nella realtà un contributo nuovo, vergine, un tipo di ricchezza supplementare per la quale nulla sembra abbia preparato la strada. […] In definitiva, l’arte esiste solo quando introduce nella realtà la ricerca, e il raggiungimento, di una qualità che è totalmente non-misurabile ma inevitabilmente vissuta nella reazione attiva provocata nello spettatore dal creatore».

Concerti Idee Azione nel quinto paessaggio: Dissipare puntata numero 9!

Concerti di Idee in Azione nel Quinto Paesaggio. Episodio 8

L’immagine residua

A cura di Cristina Vignone e Diego Repetto. Regia di Federico Bonelli

Partecipano. Mario Crespi, strumenti a fiato etnici, voce, Agricantus, si occupa di unire luoghi, uomini e storie con forme poetiche e narrazioni sonore. Roberto Tognetti, architetto, fondatore del network “iperPIANO Ecosistema di soluzioni e innovazioni per il governo del territorio e della città”, direttore di Riusiamo l’Italia. Antonella Boccadamo, ha studiato danza classica e insegna danza contemporanea, ha la passione per il teatro. Paolo Truzzi, artista ecclettico laureato in lettere moderne. Filippo Florian, architetto e musicista, si occupa di architettura eco-sostenibile e bioclimatica. Federico Bonelli, hacker, artistoide, filosofumista, oggi a Trevignano.

“Ho fatto un altro lavoro in cui proietto una luce su un muro e la luce gradualmente si fa sempre più intensa sino ad assumere una forma quadrata e dopo quei dieci, dodici minuti, nei quali fissi la luce, sparisce. L’immagine residua, una traccia dell’immagine sul muro, compare sulla retina. Quello che accade dopo è che in realtà l’occhio proietta un’immagine ribaltata, complementare, e per un momento tu diventi il proiettore. Questo è il modo in cui l’opera ci restituisce qualcosa, crea qualcosa in noi. Mi piace l’idea che siamo noi che, proiettando la luce, proiettiamo l’opera nello spazio. La ragione per cui credo sia importante esercitarsi in fenomeni come questo della doppia prospettiva è che la nostra capacità di vedere noi stessi mentre guardiamo, di vederci in terza persona, oppure di valutare l’esperienza che stiamo vivendo uscendo fuori da noi stessi e guardando l’intero allestimento comprensivo di opera, soggetto e oggetto, questa particolare capacità è la stessa che ci rende in grado di capire noi stessi. Penso sia proprio questo il punto finale: fornire al soggetto una posizione critica o una capacità critica sulla propria posizione, all’interno di questa prospettiva.” Olafur Eliasson – La memoria del colore e altre ombre informali. Edizione Postmedia, Milano, 2007

Musica : Carizzi r’amuri (1996); Azalai (1996); Qanat (2014); Nsunnai (2014) ; Sentu ( 9 mag 2020, uniti contro il covid19). Agricantus.

Concerti di Idee… Episodio 8


Concerti di Idee in Azione nel Quinto Paesaggio. Episodio 7

Material feat. Immaterial

Creiamo #entanglement quantistici con https://riavviaitalia.it/LIVE per

Concerti di Idee in azione nel Quinto Paesaggio.

Partecipano. Giuliana Prucca, curatrice, ricercatrice ed editor indipendente vive a Parigi e Berlino. Luisa Ciceri, di origini siciliane, nata a Torino giornalista professionista. Massimo Palumbo, molisano vive a Latina, è architetto, artista e promotore culturale. Antonio Presti, siciliano, dedica anima e corpo alla sua vocazione di “artista”, l’arte e l’etica diventano gli obiettivi conduttori di tutte le sue scelte. Francesco Caudullo in arte Madaski, musicista, fondatore di Africa Unite. E’ passato per un saluto Alessandro Zannier Ottodix. Dalla Sicilia anche Federico Bonelli.

Le registrazioni della puntata

A cura di Cristina Vignone e Diego Repetto. Regia di Francesco Rigoni

Musica: La morsa del ragno; NIN nuove intrusioni notevoli; L’impero del nord; Peculiarità; Il mio pensiero lucido; La Differenza.

https://www.kalenartemaack.com/; http://www.avarie-publishing.com/; http://www.torinoclick.it/; http://www.ateliersulmare.com/it/; http://www.madaski.it/; https://www.africaunite.com/ (free download) ; http://www.protoquadro.net/; http://trasformatorio.net/; http://www.ottodix.it/home/.

Foto di Benedetta Solari.

#arte #musica #rigenerazione #innovazione #materiale #immateriale

Concerti di Idee in Azione nel Quinto Paesaggio. Episodio 6

Oltre lo spazio fisico

Partecipano. Daniela Tozzi, direttore artistico dello spazio curatoriale Adiacenze di Bologna che ha fondato nel 2010 insieme ad Amerigo Mariotti; Umberto Palazzo, cantautore, musicista e disc jockey; Emmanuele Lo Giudici, architetto, artista e designer; Roberto De Luca, giovane architetto laureato nel 2018 già diplomato “Maestro d’arte” al liceo artistico; Federico Bonelli, hacker, artistoide, filosofumista 

Le registrazioni della puntata

Conducono: Cristina Vignone e Diego Repetto

Regia: Fabio Bruno

Musica

di Umberto Palazzo: Terzetto nella nebbia, Il moscone, La Riviera, L’unica richezza, L’Eden dei lunatici.

Molti spunti anche dalla chat: https://t.me/joinchat/DJvEDBph3Y2dvSEO17pglA Un mondo senza artisti sarebbe  un mondo senza immaginazione. L’arte è “comoda” perché produce bellezza e benessere ma la sua scomodità è data dal fatto che è produttrice di pensieri, necessari alla trasformazione e alla costruzione dei un mondo diverso. 

Concerti di Idee in Azione nel Quinto Paesaggio. Episodio 5

Distopia vs Utopia

Partecipano: in ordine di apparizione:

Alessandro Melis. Direttore Cluster for sustainable cities University of Portsmouth UK e Professor of Architecture Innovation; Curatore padiglione Italia alla prossima Biennale di Venezia, maggio 2021.

Mariano de Tassis. Light show designer, crea drammaturgie luminose e regie per : teatro, musica, danza, eventi, installazioni ….l’estetica dell’immateriale.

https://www.cartagenamusicfestival.com/

Marco Olivotto. Studi classici, laurea in fisica, informatico per un po’. Abbandona tutto per dedicarsi alle produzioni musicali. Insegna “colore e dintorni” in corsi universitari.

Verra’ la pioggia

Federico Bonelli. Artista di radio antidoto, proviene dalla filosofia e ha un passato eclettico. Ci parla anche di arte generativa e di altre suggestioni e storie durante la puntata…

http://www.protoquadro.net

Conducono: Cristina Vignone e Diego Repetto

Regia: Francesco Rigoni

Le registrazioni della puntata:

ascolta la prima parte https://archive.org/details/20200627-concerto-di-idee-05-p-2
ascolta la seconda parte https://archive.org/details/20200627-concerto-di-idee-05-p-1

Musica.

Molto sinteticamente, i brani si rifanno tutti in qualche modo all’ultimo periodo e sono legati all’emergenza COVID19, in pratica o anche solo idealmente e sono stati scelti da Marco Olivotto.

  • “Vola il corvo”, Lorenzo Del Pero e Marco Olivotto
  • “Echi”, Gianni Maroccolo
  • “Soltanto un video”, Giulio Casale
  • “Disturbano”, Delta V

Concerti di Idee in Azione nel Quinto Paesaggio. Episodio 4

Disegnare lo spazio

Dalla campagna laziale, dall’auto in viaggio dalle Langhe alla Riviera Ligure, da Genova, Pisa, lago di Como, Torino, Alassio e da Roma ma tutti insieme su Radio Antidoto oggi abbiamo parlato di disegnare lo spazio.

Gli ospiti: Laura aka Lizziweil (laureata in filosofia, diplomata in violoncello, cantautrice); Giulia Pellegri (architetta, ricercatrice, professore a contratto Università di Genova); Daniela Monti (architetta appassionata d’arte); Massimo Gasperini (architetto, ricercatore Università di Genova); Diego Labonia (fondatore e direttore artistico di RGB Light Experience, primo Festival di Light Art d’Italia); Federico Bonelli (filosofo, artista, trasformatorio, radioantidoto).

Conducono: Cristina Vignone e Diego Repetto

Regia: Francesco Rigoni

Ascolta la prima parte https://archive.org/details/20200627-concerto-di-idee-04-p-1

Ascolta la seconda parte https://archive.org/details/20200627-concerto-di-idee-04-p-2

Alcune parole chiave: disegno segno di cambiamento, futuri possibili, transdisciplinarità, educare all’ascolto, ascoltarsi, musica, arte, architettura, teatro, ichinen, coraggio, lungimiranza, sensazioni, emozioni, unità.

Concerti di Idee in Azione nel Quinto Paesaggio. Episodio 3

Ieri, con Federico e Diego abbiamo incontrato Tiziana Migliore, e Arlo Bigazzi. Non abbiamo chiesto da dove vengono, ma dove vanno.

Abbiamo parlato de “la dimensione nascosta” e di quello che l’uomo, pur con gradienti culturali diversi, non può fare a meno: sentire l’altro con i sensi.

Diego Repetto: in questo terzo episodio si è parlato di “stasi dell’immaginazione” subita nel periodo del lockdown, della necessità di essere più flessibili per far fronte a una nuova quotidianità come conseguenza della pandemia, della dimensione nascosta di Edward Hall in cui diventa importante il sentire l’altro con i sensi, della riappropriazione da parte della natura di ambienti urbani, del confronto tra l’ottimismo e il pessimismo generato dall’uso della tecnologia digitale in quest’ultimo periodo…

Un dialogo aperto in cui si sono delineati nuovi stimoli per ripensare gli spazi e gli eventi culturali, oltre a portare il ragionamento su scala urbana.

Con lo stesso spirito del giovane utopista Majakovskij (di cui Arlo Bigazzi con Chiara Cappelli, Francesco Cusumani e Lorenzo Tommasini hanno creato lo spettacolo “Majakovskij! Il futuro viene dal vecchio ma ha il respiro del ragazzo”) si è giunti alla consapevolezza che per rendere il nostro presente migliore dobbiamo attuare una rivoluzione del pensiero, una strategia di resilienza in grado di stimolare la creazione di nuovi progetti.

Concerti di Idee in Azione nel Quinto Paesaggio. Episodio2

Ieri pomeriggio in diretta su Radio antidoto il secondo appuntamento con i protagonisti dell’idea di Diego Repetto condivisa da Riavviaitalia https://riavviaitalia.it/concerti-di-idee-in-azione-nel-quinto-paesaggio/

Al termine della riunione abbiamo chiesto a ciascun ospite di scrivere 3 (tre) righe

Federico Bonelli, [19 giu 2020, 15:46:23]. L’arte che viene dal presente e parla direttamente al pubblico non per intrattenere ma perché risponde a un bisogno esistenziale reale in modo universale e necessario sia la nostra. Poche cose sono più pericolose per lo status quo dell’arte libera di immaginare e parlare. Lo sappiamo sin dalle avanguardie. Noi andiamo senza paura verso la costruzione del possibile, in cui l’attuale modo di comprimere e indirizzare la società sia obsoleto e dimenticabile. La complessità sia nostra per giocarci assieme. L’arte come bene comune non si ingabbia con i due spicci destinati a tacitare il giullare mandato al massacro. Il giullare urla che l’imperatore è nudo e tossico e futile. È ora il tempo in cui ci riprendiamo tutto l’immaginario! Taglia dove devi, sono più di tre righe

Diego Repetto, [19 giu 2020, 15:48:42]. Larry Hickman, educatore ed ex presidente della John Dewey Society, nel corso di un dialogo con Ikeda citò la frontiera americana a proposito di avanzare con lo spirito del “qui e ora”:«Si dice che quando un viaggiatore arrivava in una cittadina della “frontiera americana”, la prima domanda che gli veniva posta non fosse “Da dove vieni?”, bensì “Dove sei diretto? Che progetti hai?”».Che si trattasse di un viaggiatore in cerca di fortuna, di un nuovo inizio o di una riabilitazione dopo gli errori passati non aveva molta importanza. Nei territori di frontiera contava solo ciò che si intendeva fare da allora in avanti. L’attuale situazione pandemica suggerisce la creazione di nuove opportunità qui e ora per affrontare un futuro ormai sempre più imprevedibile.

Francesco Rigoni. Io curavo la regia quindi ero un po’ dentro un po’ fuori dalla conversazione. Si è rafforzata la mia impressione che ci sia tanta voglia e bisogno di fare rete, di rafforzare e consolidare i nodi di un reticolato di persone che si muovono nell’ambito della cultura in ottica innovativa con l’obiettivo specifico di potenziare le azioni a livello locale/territorio cosicché possano innescare catene di azioni virtuose. La dinamica dell’incontro e dello scambio resta la nostra grande risorsa e la dimensione entro la quale è possibile davvero promuovere trasformazione positiva.

[15:59, 19/6/2020] Flavio Ferri: Dalle difficolta’ le idee crescono, rinnovate e rinforzate, e si avventurano in sentieri una volta considerati scomodi e insicuri. Il compito dell’arte e’ questo.

Davide Mazzocco, partendo dal suo libro Cronofagia e anticipando i temi del progetto multiartistico Flow Time, ha raccontato il rapporto fra la società capitalistica e il tempo.

[16:14, 19/6/2020] Gaia Riposati e Massimo Di Leo . Fin dai primi giorni del Lockdown è stato evidente che fossimo di fronte a qualche cosa di epocale, qualcosa che la nostra società non aveva mai sperimentato prima, i corpi erano fermi ma le menti erano in pieno fermento. Con Carlo Infante abbiamo pensato di mettere in piedi la piattaforma RIavviaItalia.it per non lasciar scivolare via tutte le idee che si andavano formando, per raccoglierle, per metterle a disposizione, perché da quelle idee si potesse ripartire e ripensare un nuovo modo di fare Paese. Abbiamo fatto memoria per costruire futuro. Ora sentiamo che i tempi siano maturi per rimetterci in moto anima e corpo e stiamo immaginando appuntamenti sul territorio per andare a snidare le idee lì dove nascono. Abbiamo pensato a RiavviaItalia Live un format site specific, nomade e mutante, uno storytelling performativo che si plasmerà di volta in volta nell’incontro con le diverse realtà, partendo dell’esperienza del wolkabout di Urban Experience e attraversando i luoghi e lasciando traccia degli attraversamenti attraverso il riverberare di NuvolaProject.cloud .
L’incontro di oggi, il flusso delle voci di questa trasmissione è già una azione di RiavviaItalia Live. Ci confrontiamo , immaginiamo e cominciamo a costruire nuovi paradigmi.https://www.nuvolaproject.cloud/
[
16:14, 19/6/2020] Gaia Riposati: Ovviamente taglia come vuoi

[15:51, 19/6/2020] Emanuela Cruccu: Tanti spunti di riflessione interessanti e tante idee condivise, per ripartire. Le idee sono veramente il punto di partenza per ripartire. In questa direzione deve verificarsi lo sforzo, lo slancio, affinché possa consolidarsi quella consapevolezza di dover intervenire con prontezza e serietà. E le idee sono l’elemento essenziale di questa manovra collettiva, di questo programma del cambiamento e del rinnovamento. Occorre ripartire dalle idee. Il mondo della cultura si preoccupa per la propria sopravvivenza anche se ha dimostrato un sentimento totalmente diverso dalla rassegnazione, e gli ultimi eventi programmati dimostrano di essere una reazione concreta e un forte segnale. Continuiamo a fare di questa strada una strada praticabile e percorribile.