Adolescenti in lockdown

Faccio le stesse cose di prima, però di più

Ha compiuto diciassette anni a metà aprile mio figlio, mentre eravamo nella fase uno. Nonostante l’isolamento totale, siamo riusciti a far arrivare a casa una torta e abbiamo organizzato una videochiamata-sorpresa con i suoi compagni di scuola.

Durante i 54 giorni di assoluto isolamento è uscito solo per portare giù la spazzatura, e una volta, quando ormai mancavano pochi giorni all’inizio della fase due, è andato al supermercato per vedere come era diventata la città, le strade deserte, le serrande abbassate, le file distanziate per entrare al supermercato, le nuove regole di lontananza sociale.

I giorni dell’isolamento li abbiamo trascorsi anche noi a stretto contatto gli uni degli altri, come tutti, e mio figlio per tutto il periodo non ha mostrato segni di insofferenza. Eppure io continuo a chiedermi, che impatto avranno queste settimane di assenza di contatti sociali nel suo futuro? È possibile che la sua apparente serenità nasconda invece l’inquietudine?

Gliel’ho chiesto, e lui mi ha risposto.

About the author

Sono content strategist, giornalista, autrice di installazioni sonore e di radiodrammi. Insegno creazione di contenuti sotto forma di narrazione aziendale, scrittura per il web e scrittura per la radio; aiuto gli studenti del Contamination Lab dell’Università di Cagliari a trovare la narrazione dentro la loro start-up. Per Radio X 96.8FM faccio la roving reporter. Sono autrice della serie web di narrazione urbana Caccia all’Uomo / Manhunt, creata per la app Loquis.

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