Covid: passato e presente

Mentre il virus continua a condizionare il nostro presente, ha anche già un passato da raccontare – e su cui riflettere.

Doppio tascabile per Rigonia: presentiamo qui le puntate 37 e 38, rispettivamente quarta e quinta edizione tascabile, accomunate dal tema comune dell’epidemia di Coronavirus, del suo passato, a cui possiamo già rivolgerci e che ci può già insegnare delle cose e farci riflettere sul mondo in cui viviamo; e sul presente, che ancora è fortemente condizionato da questa presenza così ingombrante e minacciosa.

Leggiamo articoli dal New York Times e dal Post – e viviamo una nuova evoluzione del formato, orientato più al cosiddetto Long Read piuttosto che alla selezione di letture.

Buon ascolto

Rigonia #37 Ed. Tascabile 4: Il Covid a Bergamo, narrato dal New York Times
Rigonia #38 Ed. Tascabile 5: Covid-19 vs. Pranzo di natale

L’esercito dei calzini gialli in quarantena

Radio Antidoto è partita in tempi non sospetti – prima che il coronavirus appestasse la routine e la frenesia delle nostre vite, prima che venisse ufficializzata la pandemia dall’Oms. Molte voci, tutte recluse in case sparse in giro per l’Europa, che raccontano le giornate all’apparenza tutte uguali e in realtà tutte diverse.

Radio Antidoto – nata da un’idea di Mosè Previti e sposata da Federico Bonelli – sta trasmettendo le vite degli altri, sta passando dischi, sta leggendo poesie e libri, sta mettendo in connessione sconosciuti di tutto il Mondo.

Affrontare la reclusione in compagnia di Radio Antidoto è più facile. È diventato un appuntamento fisso, una di quelle (nuove) abitudini che scandiscono il tempo della quarantena. Una consolazione a suon di chiacchiere e incontri, solo virtuali al momento.

La settimana di Radio Antidoto

silvia in quarantena a parigi
Silvia ascolta Radio Antidoto da Parigi

Il palinsesto di Radio Antidoto è un palinsesto eterogeneo, ed è anche questo a renderla stupefacente. Quante vite possiamo vivere ascoltando solo una radio? La settimana (da domenica a domenica) è trascorsa con le disavventure di Giulia che vive a Bruxelles e che al mercato ha fatto cadere l’olio e tutti ci siamo precipitati a suggerire dei rimedi “anti-sfiga”, ma anche con Cristina che da Cagliari racconta di non avere senso dell’orientamento e svela i suoi sogni.

E poi c’è Silvia da Parigi che da un paio di giorni lavora da casa e i suoi responsabili non le danno tregua, nonostante il momento di crisi. C’è anche Fabio, che da Lucerna ci parla delle serie tv da vedere, per smaltire la noia, e di come è strano ma bello festeggiare i compleanni a casa, giocando a racchettoni, magari.

Vittorio trasmette su Radio Antidoto alle 15
Vittorio trasmette da Messina

Poi ci sono Vittorio e Asbesto, con loro che è come andare sulle montagne russe. E, infine, Fredd e Celeste ci mettono a letto raccontandoci le storie e la musica che hanno letto e ascoltato e ci chiedono di ricordare come sono gli abbracci.

«Gli abbracci sono come le caramelle gommose, una volta che ne assaggi una le vorresti mangiare tutte. Rimangono incollate ai denti e staccarle diventa difficile. Così sono gli abbracci». Mi dico. Che sciocchezze.

Tutto cambierà

Durante le trasmissioni di Radio Antidoto ci diciamo cosa faremo una volta che finirà questo incredibile periodo storico che stiamo vivendo, sicuramente faremo festa.

Ci incontremo davvero, faremo un raduno in spiaggia e ci abbracceremo, ma qualcosa – ci diciamo sull’etere – cambierà. Il nostro atteggiamento spavaldo nei confronti della natura dovrà assolutamente essere diverso, ci dovremmo impegnare a essere più gentili ed equilibrati.

Le onde

Giulia trasmette su Radio Antidoto alle 11
Giulia trasmette da Bruxelles

Per chi è abituato ad osservare il mare come chi vive su un’Isola – come noi messinesi, è un po’ una sofferenza starci lontano. E allora sapete qual è l’antidoto? Sintonizzarsi su Radio Antidoto perché quando dormono tutti, arrivano le onde del mare che si stagliano sull’etere.

La programmazione di Radio Antidoto

Per ascoltare i programmi di Radio Antidoto basta andare su: http://radio.dyne.org/trasformatorio.mp3

Se avete voglia di trasmettere e/o interagire con Radio Antidoto, invece, basta andare su: http://tiny.cc/RadioAntidoto-ascoltatori.

(articolo pubblicato su normanno.com)

La prima settimana di Radio Antidoto

Da oggi e fino a quando non sarà finita la reclusione, vi parleremo di Radio Antidoto. Ogni domenica (speriamo davvero siano poche) vi racconteremo quello che succede nell’etere, fuori dalle vostre case.

Radio Antidoto non è altro che un progetto di trasmissione radiofonica condivisa da più parti del mondo. C’è chi trasmette da Latina, chi da Amsterdam, chi da Bruxelles e chi da Messina.

Una programmazione in divenire per tentare di fare compagnia agli altri prigionieri, distrarre i pensieri e riderci su. Perché c’è sempre rimedio a tutto, anche al Coronavirus o come lo chiamiamo qui al vairus.

Connettiti

Succede, che in un momento di astinenza dalla vita sociale (quella vera, fatta di incontri e abbracci, per intenderci) che affolla la nostra routine – quasi avendo la meglio su tutto, tutti sentano la necessità di rimanere connessi.

Succede che oggi è uguale a qualsiasi altro giorno della settimana, c’è il sole ma non si esce. Succede che oggi ci si becca su Facebook o su Skype per bere una birra insieme o anche solo per rivedersi, da lontano. Magari per paura di dimenticare gli sguardi, i sorrisi, le voci amiche.

Succede che adesso, privati della nostra libertà, sentiamo di dover essere vicino a qualcosa o a qualcuno. Per avere meno paura, per creare nuove abitudini anche in una situazione contingente come quella che stiamo vivendo.

Oggi, come ieri, restiamo a casa

Siamo fortunati ad essere coloro i quali hanno scoperto finalmente la magia dei social, degli smartphone e di tutto quello che permette di eliminare le distanze?

Beh, probabilmente oggi – ai tempi del Coronavirus – siamo fortunati. Oggi, che è uguale a qualsiasi altro giorno della settimana. Oggi che il sole invita a mettere la giacca e uscire, oggi che come ieri restiamo a casa, siamo fortunati.

Sì siamo fortunati. Abbiamo qualche vantaggio in più rispetto a quelli che vivevano nel 1916 o nel 1944, perché basta davvero poco per rimanere uniti, anche a distanza. Frase che sembra essere diventato un mantra, una preghiera da dire nel cuore della notte quando il silenzio sembra farsi più feroce.

Una radio al giorno leva il medico di torno

C’è un mezzo di comunicazione che si rifà al mantra di cui sopra. Che permette di rimanere vicini anche se lontani. La radio. Fra tutte, adesso: Radio Antitodo. Progetto nato un paio di giorni fa, mentre il Premier Conte dichiarava la quarantena in tutta Italia, mentre l’Oms dichiarava la pandemia.

Un paio di ragazzi – reclusi di tutta Europa, capitanati da Federico Bonelli – trasmettono, ogni giorno da quando questa nuova avventura fantascientifica si è impossessata del nostre vite.

Una radio “anti-social” che ascolta davvero tutti. Una radio per riempire o svuotare la mente (dipende dal vostro stato d’animo), conoscersi, parlare delle ansie che ci pervadono in queste ore buie, che hanno il sapore di una prigionia. Una radio che unisce, sostiene, che ti fa ridere e che ragiona. Una radio che riflette sul nostro tempo, su quello che sta succedendo, partendo proprio dalle percezioni degli speaker. Anche perché possiamo usare solo le nostre personali osservazioni.

Radio Antidoto

Radio Antidoto va in onda su: http://radio.dyne.org/trasformatorio.mp3 ed è fatta da ragazzi che hanno voglia di chiacchierare. Raccontarsi l’ultimo concerto prima della quarantena o dell’ultimo piatto mangiato a casa dalla mamma. Alcuni vivono all’estero ma sono italiani e in questo momento – in questo marzo venefico – vorrebbero solo essere a casa.

Ci si sveglia insieme, si fa yoga con Raffa, si ascoltano i dischi di Celeste e di Giulia, le storie dei traslochi di Cristina e le parole di Mosè per alzare l’umore. Insomma si fa come si faceva una volta con la radio, si sta tutti insieme per non perdere il filo.

(articolo pubblicato su normanno.com)