Francesca Cavallo

Al Salone Internazionale del Libro Torino Francesca Cavallo incontra le ragazze di Prime Minister

Francesca Cavallo is the co-author of the global bestselling book series “Good Night Stories for Rebel Girls” and the co-founder of the company that created it, Timbuktu Labs. Francesca launched the two most successful crowdfunding campaigns in the history of publishing, creating a movement for the empowerment of young girls that inspired millions of people around the world. An LGBTQ activist and an entrepreneur, Francesca parted ways with Rebel Girls in January 2019 and she started UNDERCATS, INC. a new company producing original IP that inspires families all over the world to embrace diversity and gender equality. Francesca’s books have sold more than 4 million copies and have been translated into 50 languages.

Prime Minister Scuola di Politica per Giovani Donne

Le ragazze di Asti, Ivrea, Savona, Torino incontrano le ragazze di Napoli al Salone del Libro di Torino 2022.

Prime Napoli è al terzo anno e le studentesse raccontano i progetti avviati.


Nel 2019 è nata Prime Minister (PM), un’iniziativa che punta sull’istruzione extrascolastica per
valorizzare le giovani donne di età compresa fra i 14 e i 19 anni sviluppando la loro leadership e
aiutandole a guardare al loro futuro superando gli stereotipi di genere.
In questi primi anni di vita ha costruito e sperimentato un percorso formativo organizzato su base
locale e replicabile, articolato in una decina di incontri (di sabato, giornata intera o solo
pomeriggio), per accompagnare gruppi di massimo 30 studentesse che vivono nella stessa area
geografica.
Ad oggi sono attive dieci scuole, Favara (AG), Napoli, Roma, Rieti, Puglia e Basilicata, alle quali si sono aggiunte, dallo scorso aprile, anche Asti, Ivrea, Savona e Torino avviate grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Alle studentesse della scuola viene offerto gratuitamente un percorso di formazione
extrascolastica relativa ai temi posti dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni
Unite, e al ruolo dell’attivismo civico e della politica, intesa in chiave apartitica. Lungo questo
percorso di approfondimento di conoscenze specifiche e di empowerment le studentesse
maturano consapevolezza di sé stesse e del proprio potenziale, rafforzano conoscenze e
competenze trasversali, sviluppano il loro ruolo nelle comunità alle quali appartengono. In
parallelo, la scuola le aiuta a creare una comunità più ampia, in particolare di peer e mentor,
pronta a sostenerle.
Le studentesse e la comunità sono coinvolte attivamente attraverso cinque modalità, tra loro
integrate:
● laboratori di empowerment (solo studentesse): costruiti con educatori e pedagogisti,
focalizzati sulla creazione di consapevolezza delle proprie potenzialità, leadership, e di
fiducia nell’agire individuale e collettivo;
● incontro e dialogo con role model selezionate/i nel mondo istituzionale, culturale,
imprenditoriale, politico, scientifico (solo studentesse): occasioni di confronto su temi che
riguardano la sfera pubblica (collegati soprattutto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle
UN) che diventano anche momenti di condivisione personale e di ispirazione;
● talk pubblici: incontri tardo pomeridiani con i testimonial, gestiti in modalità intervista e
aperti al pubblico per rendere partecipi del progetto anche le famiglie delle studentesse,
insegnanti e in senso più ampio gli stakeholder locali e nazionali;
● visite istituzionali: organizzate con l’obiettivo di avvicinare le studentesse alle istituzioni
italiane ed europee, approfondirne la conoscenza e viverne direttamente, almeno per un
giorno, la missione;
● accompagnamento alla realizzazione di azioni di cittadinanza attiva: offerto sia attraverso
incontri dedicati a sviluppare competenze specifiche (es. la pianificazione progettuale e
finanziaria, la costruzione di campagne di comunicazione), sia attraverso mentor dedicati. I
progetti costituiscono per le studentesse il punto di ricaduta degli insegnamenti acquisiti
durante la scuola.

Spettacolo Laboratorio

Oggi mi sono svegliato con un bisogno inespresso e lo ho capito e espresso. Alle volte e’ necessario un po’ di coraggio ed essere sinceri fino in fondo con se stessi.
Il percorso di questi due anni e’ un percorso condiviso tra persone che hanno risuonato tra loro. Cerco di spiegarMElo in questo monologo lungo, forse confuso, ma che se vi siete persi potete trovare qui perche’ per me e’ importante averle dette certe cose, dopo averle riconosciute.
Rispondo, per me, alla domanda “che fare?”

Rigonia è morta, evviva Rigonia!

Abbiamo bruciato il fantoccio di un format già concluso

Rigonia 111 è una questione personale

Su Rigonia credo di aver detto tutto quello che c’era da dire qui. Nel centundicesimo episodio, bruciamo il fantoccio di questa trasmissione. E lo facciamo in linea con la tradizione del rogo del simulacro: con una festa, una trasmissione scherzosa che era l’ultima ma che suonava proprio come fosse la prima. Perché Rigonia chiude qui. Non ci saranno più trasmissioni che si chiameranno Rigonia. Ma ci saranno ancora trasmissioni.

Che palle la sigla, la prima ma pure la seconda (la seconda non è piaciuta come la prima). Che palle il jingle, che palle gli stacchetti, che palle il nome della trasmissione, che palle il bisogno di dare a un evento radiofonico in diretta un’identità a tutti i costi. Questa puntata di Rigonia potrebbe essere tranquillamente numero 1, ma anche la numero zero. Ogni puntata di Rigonia dovrebbe poter essere la numero zero. Anzi, ogni puntata dovrebbe essere una puntata zero. Questo è ciò che Radio Antidoto propone: di creare degli eventi che possono esistere e concludersi senza darsi l’obiettivo di durare quanto abbiano bisogno di durare. E così abbiamo dato l’opportunità a Rigoni di tenere in vita la sua Rigonia fin quando ne ha sentito il bisogno, e adesso basta: Francesco andrà in onda con altri nomi, altre maschere, altre intenzioni, magari facendo sempre la stessa roba ma sempre con un costume addosso diverso. Non ci sono fantocci da bruciare perché ogni cosa viene consumata nell’istante stesso in cui viene prodotta, e poi non c’è più, c’è solo il Grande Mare che si infrange sulle orecchie del passante ascoltatore curioso, fino alla prossima incursione, alla prossima invenzione, alla prossima carnevalata.

Rigonia muore, dunque: evviva Rigonia! Che ci fa il favore, una volta per tutte, di morire. Feliz Navidad!

carnevale 2022

Dopo quindici anni, a Cosio D’Arroscia torna Carlevà u dixe

Cari cosiesi, ci avete raccontato bellissime storie dell’antica tradizione del carnevale a Cosio e soprattutto delle “sentenze”, gli sfottò in rima, che potevano raccogliere vere e proprie maldicenze o peccati non noti. Lo scorso ottobre, durante la serata conclusiva di “Trasformatorio in Presentia” a Cosio D’Arroscia, l’artista Dierk Rosen, originario del Brabant famoso per la tradizione del carnevale fiammingo, reintepretava magnificamente proprio “Carlevà un dixe”. Indimenticabile la performance di Dierk, Re Carnevale uomo uccello, vestito di una vera vecchia botte, e che alla fine rivela di essere una donna.
Sabato scorso è rinato il Carnevale cosiese con le donne al balcone che leggono sentenze antiche e nuove e la combustione del carnevale fantoccio in un falò liberatorio. Fabio, il presidente della Pro Loco, ci ha detto che erano quindici anni che non si celebrava il carnevale a Cosio.

Ascoltare i vostri racconti è stato coinvolgente ma partecipare al vostro carnevale una forte emozione. Grazie!

Un altro anno di antidoto?

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Cave Man, il gigante nascosto

La storia di uno scultore speleologo, Filippo Dobrilla, e di una scultura particolare, fatta in anni di lavoro, in fondo a una caverna remotissima sotto la montagna di marmo

La storia di uno scultore speleologo, Filippo Dobrilla, e di una scultura particolare, fatta in anni di lavoro, in fondo a una caverna remotissima sotto la montagna di marmo della Garfagnana. Nel frattempo lo scultore e’ scomparso, prematuramente. Ma con amicizia e arte una ulteriore trasformazione della storia al limite del sublime e dell’introspezione quasi maniacale e’ diventata un film.

In questa puntata, proposta da Roberto De Luca e condotta assieme, parliamo con il realizzatore del documentario, Tommaso Landucci, con l’intrepido speleologo realizzatore, che in modo avventuroso e faticosissimo ha portato l’attrezzatura a -650 metri e con Marco Visalberghi, produttore del documentario.
Il film, ci racconta Marco, esce al cinema a Firenze domani, 20 Novembre, e la voglia di vederlo lì, al buio non così intenso e assoluto della sala sarebbe fortissima.
Puntata avventurosa e imperdibile.

dal sito del film un fotogramma di un lavoro di Dobrilla

Per maggiori informazioni: https://caveman.doclab.it/

e un recente articolo sul progetto su arte.it


Grazie a tutti.